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Voto di scambio, condannato in primo grado ex consigliere comunale di Acerra

Acerra. E’ stato condannato a 10 mesi di reclusione, con l’accusa di voto di scambio, Nicola Ricchiuti, ex consigliere comunale di maggioranza di Acerra, eletto nel 2012 nella lista civica ‘Acerra è tua’. Condannato a 4 mesi, invece, il coimputato nel processo, Domenico D’Anna, dipendente della ditta di vigilanza privata dell’ex consigliere comunale, decaduto nel 2013 per le reiterate assenze in Pubblica assise. Per loro il giudice della sezione penale del Tribunale di Nola, Chiara Bardi, ha infatti riconosciuto, in primo grado, le accuse di voto di scambio, ma anche le attenuanti generiche. Ricchiuti fu accusato di aver promesso posti di lavoro in cambio dell’appoggio elettorale. Nei giorni scorsi è stato condannato a sei mesi di reclusione, per la stessa accusa, anche Mario Calzolaio, la cui posizione era stata stralciata dal processo in cui sono imputati l’ex consigliere e D’Anna, perchè l’uomo, ex dipendente di Ricchiuti, aveva chiesto il patteggiamento. Il giudice ha anche disposto la sospensione dal diritto elettorale e dai pubblici uffici per i due imputati: cinque anni per Ricchiuti e due per D’Anna.

Le reazioni. Soddisfazione per la sentenza è stata espressa da Antonio Crimaldi, ex candidato sindaco ad Acerra, che si era costituito parte civile nel processo contro Ricchiuti, e da Alessandro Cannavacciuolo, attivista del M5S anche lui costituitosi parte civile insieme con Giuseppe Valerio Montesarchio e Vincenzo Petrella. ”Sono soddisfatto perchè la giustizia arriva sempre e la verità viene sempre a galla – ha detto, all’Ansa, Crimaldi, che perse al ballottaggio contro l’attuale sindaco Raffaele Lettieri – questa sentenza testimonia chi effettivamente nel 2012 è stato eletto sindaco di Acerra, che ha vinto grazie anche all’appoggio di Ricchiuti. La soddisfazione di oggi è che la verità viene sempre a galla e la giustizia arriva. E mi auspico che la sentenza sia la prima di tante altre verità, che a mio avviso dovranno venire a galla, su tanti altri atti posti in essere da questa amministrazione e prontamente presentati in procura e prefettura dal sottoscritto. Acerra merita tre valori importanti: democrazia, libertà e dignità”. ”Parte di giustizia è stata fatta – ha affermato, invece, Cannavacciuolo – perchè quello che è emerso nel corso del procedimento deve far sì che le autorità preposte mettano fine al mandato dell’attuale amministrazione comunale, in quanto la vittoria del 2012 dell’attuale sindaco è basata anche su questo voto di scambio riconosciuto dal Tribunale di Nola con la sentenza di oggi. Io dovevo candidarmi con una civica, ma mi ritirai per il pesante clima intimidatorio, e denunciai la situazione. Oggi questa sentenza mi dà in parte ragione”.
Il sindaco Lettieri, da parte sua, sottolinea che ”la sentenza di queste ore deve essere soprattutto da monito affinché fenomeni del genere, trasversali a tutti gli schieramenti e a tutti i candidati a sindaco, non si verifichino mai più, in particolare nella prossima campagna elettorale”. ”Provengo da una cultura politica che pensa che le sentenze della Magistratura vadano sempre rispettate – ha proseguito Lettieri – e che chi sbaglia deve pagare. Ovviamente, so anche che nell’ordinamento giuridico della Repubblica italiana sono tre i gradi di giudizio a quali un imputato è sottoposto”. Il sindaco ha poi voluto chiarire per evitare ”ogni possibile speculazione elettorale”, che Ricchiuti è stato dichiarato decaduto dal Consiglio comunale di Acerra nel luglio 2013 per le reiterate assenze, e che ”il Consiglio comunale ha respinto le giustificazioni dello stesso ex consigliere comunale, sentenziandone la sua decadenza, con l’astensione di diversi consiglieri dell’opposizione che oggi gridano alla legalità e alla trasparenza”. ”Ricordo ancora – ha concluso – che le elezioni del 2012 furono vinte al secondo turno, con lo scontro tra candidati a sindaco, e non al primo turno e che Ricchiuti, anche alla luce di quanto avrebbe dichiarato nel corso delle udienze, avrebbe avuto degli incontri con il mio avversario di allora, per sostenerlo al ballottaggio. Ribadisco, appartenendo alla politica che rispetta le regole, che le sentenze vanno sempre rispettate”.

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