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SPECIALE/ Forno crematorio a San Giorgio a Cremano, il Parlamentino locale non si pronuncia. Rinviata l’approvazione della delibera di pubblica utilità

photo_2016-07-21_14-25-13San Giorgio a Cremano. Forno crematorio si, forno crematorio no. Il Parlamentino locale non si pronuncia, almeno per il momento. I Consiglieri Comunali lasciano l’aula durante i lavori, cade il numero legale per la validità della riunione e la trattazione dell’argomento slitta a data da destinarsi. I portavoce del Movimento 5 Stelle già cantano vittoria e dai social network annunciano: “#NoFornoDay, operazione riuscita! Abbiamo bloccato  in aula il provvedimento per la costruzione del forno crematorio in città”. L’impianto per la incinerazione dei cadaveri dovrebbe essere ospitato all’interno del cimitero comunale ma i pareri degli amministratori locali sull’argomento sembrano essere ancora discordanti tanto che la dichiarazione di pubblica utilità per la realizzazione della struttura sul territorio sangiorgese non è stata concessa e la discussione in merito rinviata. “I consiglieri comunali di maggioranza sono i primi a non essere convinti di questo progetto e sono palesemente in disaccordo con gli intenti del sindaco e del suo esecutivo tanto che hanno fatto mancare i numeri in aula”, sottolinea Danilo Roberto Cascone, portavoce dei grillini sangiorgesi che ha anche puntualizzato come gli attivisti abbiano approfittato della debacle all’interno della compagine di governo, uscendo anche loro dall’aula parlamentare cittadina, “per ostacolare quest’opera che non è voluta dai cittadini”. I movimentisti hanno anche chiesto ufficialmente alla fascia tricolore di aprire ufficialmente le consultazioni, un vero e proprio referendum popolare, per rendere partecipe la cittadinanza di una scelta importante come la realizzazione di un impianto di cremazione delle salme sul territorio cittadino. “Quanto è avvenuto stamattina in Consiglio Comunale, dove la maggioranza ha fatto mancare il numero legale su un provvedimento che proviene dall’Amministrazione, è un fatto gravissimo”, ha dichiarato Luigi Cirillo, portavoce di M5S in Regione Campania. “Quando un sindaco sottopone un argomento importante all’assise e la sua maggioranza abbandona l’aula – ha continuato Cirillo – gli sta dicendo chiaramente che non sta più dalla sua parte e che quel provvedimento è bocciato”.  La maggioranza avrebbe invece abbandonato i lavori “successivamente alla decisione del Movimento 5 stelle  –  si legge in una nota ufficiale del Municipio – di sospendere il confronto democratico avviato nell’emiciclo”. Ma, soprattutto, l’uscita di scena dei partiti di governo, sarebbe stata determinata dalla volontà dell’amministrazione cittadina di  “consentire un approfondimento della vicenda da parte dei consiglieri e – continua la nota del Palazzo di Città – fornire così all’esterno le vere notizie circa le opportunità per la città e l’impatto che la struttura avrebbe sul territorio e sulla cittadinanza dopo  le critiche precostituite degli ultimi tempi, evidentemente dovute alla mancanza di sufficienti elementi di informazione”. L’uscita di scena dei consiglieri di maggioranza e la conseguente mancanza del numero legale per la validità dell’Assise non è, lo assicurano i vertici comunali, segno di una crisi interna alla compagine di governo.

Giorgio Zinno Sindaco
Giorgio Zinno

“Il  progetto di realizzazione di un forno crematorio nel cimitero di San Giorgio a Cremano rappresenta una reale opportunità per la nostra città e rientra nel programma elettorale che il 65 % dei sangiorgesi ha votato l’anno scorso”. E’ quanto sostiene il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, in merito al project financing , proposto da un privato e che l’Amministrazione locale vorrebbe attuare, per la costruzione di un forno crematorio all’interno del camposanto comunale. “L’impianto – ha aggiunto ancora il primo cittadino – ricopre un’importanza strategica per la città, dal momento che dalla sua realizzazione derivano vantaggi economici per le casse del comune e sociali per la collettività, a costo zero per l’ente. Attraverso questo progetto potremo mettere a bando ben 775 loculi al prezzo massimo di 3.000 euro l’uno; loculi che andranno ad alleviare una condizione di sofferenza dovuta alle molteplici richieste di nicchie per i defunti e alla scarsità dell’offerta attuale. In secondo luogo l’ente introiterebbe circa 200 mila euro l’anno, derivanti dalla percentuale sulle operazioni di cremazione che coinvolgerebbero tutti i territori della provincia di Napoli e dai diritti diretti e indiretti sull’attività. Non a caso, anche città di Portici, quindi a pochi metri dal nostro confine tenta di costruirne uno, proprio per la ricaduta positiva che può dare”. La fascia tricolore ha poi ribadito anche quanto già sostenuto nelle scorse settimane a riguardo dell’impatto ambientale che una simile struttura potrebbe avere sul territorio sangiorgese ed ha puntualizzato che la proposta avanzata da un privato racchiude in se analisi e dichiarazioni secondo cui l’impianto non avrebbe alcun effetto nocivo sulla popolazione, essendo di ultima generazione e non emettendo quindi alcun gas pericoloso per la salute. Analisi tecniche, quelle presentate sulla scrivania di Zinno che, il primo cittadino ha assicurato essere state già verificate dai tecnici comunali. “Tuttavia – ha precisato il sindaco –  non ci fermeremo qui ed il passo successivo sarà quello di verificare ulteriormente e in maniera molto approfondita le veridicità di queste prime rassicurazioni. Come vuole la normativa infatti, a seguito della decisione sulla pubblica utilità convocheremo un tavolo congiunto con Arpac, Asl e Sovrintendenza al fine di chiarire tutti i punti necessari a garantire l’assoluta innocuità della struttura e della sua attività in città”.

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I Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di San Giorgio a Cremano

Niente da fare. L’idea degli amministratori locali di consentire ad un privato di costruire un forno crematorio sul territorio sangiorgese non convince i pentastellati della città di Massimo Troisi. “E’ un opera inutile su un territorio così piccolo, che porta pochissimo vantaggio economico alle casse dell’Ente. Si parla infatti di 27mila euro anni, più o meno il costo di un’automobile”, spiega il consigliere pentastellato  Pasquale Maiolino. Ancor prima della discussione in aula, i Cinquestelle sangiorgesi avevano annunciato battaglia sulla questione, una guerra che continuerà se la delibera di pubblica utilità per la realizzazione del crematorio dovesse essere nuovamente sottoposta al vaglio del Parlamentino locale. La realizzazione di una simile opera, secondo i Movimentisti, è impensabile in una Città, terzo comune italiano per densità di popolazione, che già soffre una consistenza abitativa tra le più alte d’Europa, con 47.000 abitanti in 4 km quadrati. Ma non solo. I grillini sono particolarmente preoccupati perché l’impianto di incinerazione dovrebbe essere realizzato a soli 2 km dal forno crematorio di Poggioreale, in una Città avvolta dallo smog di un traffico perennemente bloccato, in cui non è presente neanche una stazione per test sulla qualità dell’aria ed a soli 50 metri dalle case. “Quello che dovrebbe fare un Sindaco – ha sottolineato il portavoce locale del Movimento 5 Stelle – tra l’altro massima autorità sanitaria, che ad oggi decide di non confrontarsi con i suoi cittadini su temi così tanto importanti e di impatto, è proteggere la salute dei cittadini e contribuire al miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita, e non costruire nuovi strumenti per l’inquinamento dell’aria”. Nemmeno il project financing proposto dal privato che vuole costruire la struttura crematoria convince i pentastellati locali. “Un indotto del caro estinto era quello che auspicavamo per il nostro territorio? In questa operazione, chi ci va a guadagnare, il privato, o i cittadini i quali si troveranno a ridosso delle proprie abitazioni un impianto che di certo non può emanare aria ricca di ossigeno?”. Ribadiscono con forza i Cinquestelle sangiorgesi.

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