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CRONACA

Spari a Casalnuovo, tra le ipotesi spunta la ritorsione per l’omicidio Ilardi

CASALNUOVO. Una ritorsione per l’omicidio di Giuseppe Ilardi, lo spacciatore vicino al clan Veneruso ammazzato il 10 dicembre scorso in pieno giorno davanti a una scuola. È questa la tesi al momento più accreditata per spiegare l’agguato fallito martedì, quando sconosciuti hanno sparato all’esterno del parco Iacp a Casalnuovo. Chi ha sparato sarebbe stato spinto dalla sete di vendetta per il delitto di Ilardi. Un fatto di sangue che bolla l’inizio di una faida esplosa per dei contrasti nati nella gestione delle piazze di spaccio tra i due clan che si contrappongono sul territorio, i Veneruso, radicati a Volla, e i Gallucci, che hanno la propria roccaforte nel rione 219, in zona Licignano. Ed è proprio lì che nei giorni scorsi i sicari hanno fatto fuoco, all’esterno del parco Iacp, a pochi passi dall’abitazione di Maria Mosti, ritenuta la reggente del clan dei “nufrielli” dalla morte del boss, il marito Vittorio Gallucci, anche se tra alcuni investigatori si sta facendo spazio l’idea che le redini stiano passando nelle mani di qualche rampollo della famiglia.

L’AGGUATO FALLITO. Otto gli uomini entrati in azione, a bordo di scooter e di un’auto: sapevano di trovare lì a quell’ora i propri obiettivi e sono andati a colpo sicuro. Ma hanno mancato il bersaglio. Nessuno è rimasto ferito. Contro uno stabile del complesso residenziale popolare quattro sono i fori di colpi d’arma da fuoco rilevati dai carabinieri intervenuti sul posto: in una finestra di un appartamento al primo piano, nel citofono, nel vetro del portone d’ingresso e nella pensilina in cemento sovrastante. In realtà erano indirizzati a un gruppo di persone che stazionavano all’esterno, nel cortile. L’intento era quello di uccidere. Tra di loro pare ci fosse un figlio della Mosti, Federico Gallucci, e un altro familiare: la tesi degli investigatori, secondo quanto è trapelato, è che proprio loro – uno o entrambi – fossero probabilmente l’obiettivo dei sicari.

LA FAIDA. Un tentato omicidio, quindi, che pone fine alla tregua che sembrava respirarsi ultimamente, dopo gli arresti di un altro figlio della Mosti, Onofrio Mosti, e del nipote Giovanni Romano Gallucci, in carcere da mesi con l’ accusa di essere i killer che hanno freddato Ilardi. Dopo quell’assassinio si susseguirono altre sparatorie, spiegabili come avvertimenti o agguati falliti: l’ultimo risale a febbraio scorso, quando dei colpi d’arma da fuoco furono esplosi contro l’abitazione di Antonio Barone, detto “l’elettrauto”, ritenuto il capo a Casalnuovo per conto dei Veneruso. Per gli inquirenti in quelle azioni è sempre a Barone che si mirava: secondo quanto riportato negli atti giudiziari, i rivali non avrebbero gradito una sua presunta richiesta di una “tangente” sulle piazze di spaccio, e per questo si sarebbero ribellati. Ciò avrebbe scatenato la guerra di camorra che ad oggi, a distanza di mesi, pare che ancora non si sia placata.

Agata Marianna Giannino

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