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Sospensione di sei mesi per l’ex comandante della polizia municipale di Somma Vesuviana

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Il consigliere di opposizione Crescenzo De Falco

Somma Vesuviana. Sei mesi di sospensione dal lavoro per l’ex comandante della polizia municipale di Somma Vesuviana. E’ quanto ha stabilito la Commissione disciplinare dopo il sollecito del Prefetto di Napoli. L’uomo, V.D.P., ed un secondo agente, da tempo erano stati oggetto di una sentenza che li vedeva responsabili di diversi reati quali falso ideologico, abusi edilizi, abusi d’ufficio e presunta collusione con la criminalità organizzata. L’uomo ad ottobre, nonostante la condanna emessa dal tribunale di Nola e la revoca della qualifica di Agente di P.S., benché rimosso dallo scorso maggio dal suo incarico e destinato ad un impiego d’ufficio, continuava ad indossare l’uniforme e custodire la sua arma, conservando anche i gradi di Tenente. A fare emergere le mancanze nell’applicazione della norma, nei confronti dell’ex comandante della municipale, fu una richiesta di chiarimenti al Prefetto di Napoli, scritta dal Presidente della Commissione Trasparenza e personale del comune di Somma Vesuviana, Crescenzo De Falco, consigliere del Pd nel civico di “Palazzo Torino”, alla quale seguì il sollecito per gli organi locali preposti, dalla Prefettura per attuare la procedura, ancora dormiente.  Due i giudizi a carico dell’uomo, e per  i quali  il vigile di Somma Vesuviana si è trovato nei banchi degli accusati, e oggi raggiunto dal secondo procedimento amministrativo che lo vedrà rimosso dagli incarichi d’ufficio al quale era stato destinato per altri sei mesi, dopo che lo scorso ottobre un primo provvedimento vide l’uomo subirne un primo di 45 giorni di sospensione. Insomma le ombre dal comando di via Giovanni De Mhata non si sono dissolte, nemmeno dopo la sentenza del foro di Nola, mentre prosegue l’ennesima iniziativa del consigliere De Falco. Intanto nei confronti di V.D.P, e di un altro vigile urbano, pesa la condanna di reclusione emessa dal tribunale di Nola (un anno e quattro mesi per V.D.P. – mentre per il collega – G.M. un anno e dieci mesi), per i reati, a vario titolo, di falso ideologico, abusi edilizi, abusi d’ufficio e presunta collusione con la criminalità organizzata. Solo agli inizi di agosto, dopo tre mesi dalla sentenza, dagli uffici amministrativi di “Palazzo Torino”, sede del Municipio, hanno provveduto al cambio di ufficio per i due della municipale. Un trasferimento dovuto, considerato il provvedimento penale in corso e il procedimento disciplinare introdotto dall’amministrazione, e per la Prefettura, considerati i fatti e il trasferimento nei ruoli amministrativi dei due, comporta l’automatica decadenza della qualifica di Agente di P.S.

Maria Beneduce

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