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A Somma Vesuviana la marcia per difendere la casa. Il senatore Sergio Puglia (M5S), sfila con i cittadini

SOMMA VESUVIANA. ”In questa casa sono cresciuto e tanti sacrifici ho vissuto. Non mollerò senza lottare”. Questo lo striscione che ha aperto la marcia della solidarietà per le ‘vittime’ della So.fi coop. 50 famiglie che questa sera hanno ricevuto l’abbraccio di una collettività che mostra in parte di non essere indifferente ai guai degli altri. Una marcia aperta da giovani, guidata da loro che in quelle case ci sono nati e cresciuti, e che partendo dall’intersezione tra via Milano e via Venezia, luogo che trent’anni or sono ha visto e cullato le malefatte che hanno portato oggi al dramma che ricade su oltre 200 persone tra cui bambini, anziani e portatori di handicap, si sono diretti verso il comune, manifestando la loro intenzione di ‘non mollare’.  Si sono autodefiniti ”vittime della So.Fi.coop” le famiglie cadute nella rete di poca chiarezza che dagli anni ’70 ad oggi, ha portato già un primo lotto di 20 appartamenti all’asta, con solo 4 famiglie in possibilità di riscattare l’appartamento, mentre i restanti 16 sono finiti a far cassa alle banche. Si avvicina ora la seconda data per una seconda asta riguardante altri 20 appartamenti, che potrebbe mandare per strada le famiglie. Paura e rabbia, questo si è respirato tra quella gente. Lontano da loro la rassegnazione di chi ha lo sfratto alle spalle, di chi forse già sa che non potrà riscattare quelle pareti che credeva ‘culla’ per la vecchiaia, o il ‘futuro’ dei figli. Per questo si sono radunati e partiti alla volta della casa comunale, “Palazzo Torino”, dove, invocando il sindaco, gli attivisti hanno intonato un coro che diceva: “noi  siamo qui e protestiamo, e questo sfratto noi non lo accettiamo, noi queste case le abbiamo pagate e voi adesso le avete pignorate … la casa è nostra, la casa è nostra, la casa è nostra”. Si attendevano centinaia e centinaia di sostenitori, invece a quella marcia hanno partecipato sulle 100 persone, accompagnate dalla polizia municipale, alcuni politici e il sostegno di chi nel pomeriggio li aveva raggiunti inviando alcuni video come quelli di alcuni attori di Made in sud, altri della politica regionale, con la presenza sul posto dei Cinque stelle rappresentati da Saiello e del senatore Sergio Puglia, e del Pd che nel pomeriggio ha anticipato la volontà che il Parlamento porti chiarezza su tutti gli aspetti di questa vicenda e i suoi attori, e per avere, tramite la Prefettura, un ruolo attivo del Governo nazionale. Intanto dal corteo, la voce guida ha gridato: “gente non state sui balconi dateci una mano, questa strada era piena quando c’è stata la festa della tammorra. Dateci una mano, basta la presenza”. Fermi a via Roma, è partito un duro monito dai rappresentanti parlamentari del Movimento Cinque stelle, che ha ribadito a chiare lettere che l’assenza più forte era proprio quella del primo cittadino che avrebbe dovuto rappresentare anche queste famiglie. Il senatore Puglia, nelle scorse settimane, ha anche presentato sulla vicenda un’interrogazione ai ministri alle Infrastrutture, Trasporti e Interno per ”chiamarli alle loro responsabilità”. Una marcia in difesa della casa e della dignità di 50 famiglie, dove le bandiere politiche sono state lasciate nelle segreterie, con i rappresentanti delle famiglie che rischiano lo sgombero già dal 19 luglio che hanno attaccato alcuni volantini sul portone di Palazzo. Alcuni dicevano: “Sindaco batti un colpo”, “Basta truffe” e altri chiedevano, “ giustizia per le famiglie”, ed è questo che attendono su via Milano e via Venezia: giustizia.

Maria Beneduce

 

 

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