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Sindaci del vesuviano chiedono ”aiuto”: ”impossibile spegnere roghi con un solo elicottero”

WP_20170717_20_52_42_ProSant’Anastasia. Abbandonati per giorni, in attesa di un intervento massiccio di canadair che a Sant’Anastasia, come a Somma Vesuviana, sono arrivati ”troppo tardi”, quando ormai le fiamme avevano divorato alberi, arbusti, rami secchi, alimentando un incendio che poteva essere spento in poche ore, se solo si fossero avuti i mezzi necessari. E’ il grido d’accusa che lanciano i sindaci dei due comuni vesuviani, Lello Abete e Salvatore Di Sarno, invocando, anche oggi, un intervento più massiccio di mezzi aerei per spegnere le fiamme laddove è impossibile arrivare con gli automezzi. ”Sono fortemente deluso – spiega la fascia tricolore anastasiana – se gli aiuti si limitano ad un solo elicottero che deve spegnere tutti i roghi sul Monte Somma-Vesuvio, siamo davvero messi molto male. Stanotte sono stato con vigili del fuoco e protezione civile, che non smetterò mai di ringraziare per quello che stanno facendo. Ma c’è bisogno di altro se si vogliono spegnere i focolai. Ci mandassero altri canadair, prima che sia troppo tardi, prima che le fiamme raggiungano le case”. Rabbia anche dal sindaco di Somma Vesuviana, Di Sarno, che difende la propria terra come ”unico polmone verde della zona”. ”Sono giorni che chiedo aiuto – ha affermato – ma c’è sempre qualche altra emergenza che i canadair devono affrontare. Non possiamo consentire la desertificazione dell’area. Ed i roghi hanno scatenato anche la reazione del parroco della chiesa Santa Maria la Nova, don Ciccio d’Ascoli, che da ieri, insieme con il suo vice, don Nicola De Sena, cerca di smuovere le coscienze in difesa dell’ambiente, ma anche per fare davvero ”comunità”, in una situazione che diventa ora dopo ora sempre più difficile. Di ieri il post dei due prelati in difesa del creato e delle ”nostre terre”, con un’accusa ben precisa agli autori degli incendi, frutto, scrivevano i ministri di Dio, di un ”piano criminale di chi assurge il profitto a propria divinità e distrugge il nostro bel creato”.

WP_20170717_21_47_26_ProA don Ciccio e don Nicola non sono neanche sfuggiti i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo a Capodivilla, dove ieri sera, mentre la montagna bruciava e le fiamme avevano quasi raggiunto via Sodani, una parte della cittadinanza cantava insieme con gli artisti chiamati per la ”grande festa”. Una festa che è continuata, mentre le autobotti dei vigili del fuoco stazionavano, insieme con i volontari della protezione civile ed il sindaco, in via Sodani, a poche centinaia di metri dal palco allestito a Capodivilla. ”Potevano sospendere e rinviare ad altra data – hanno scritto alcuni cittadini sui social network – vergogna”. Ed i due prelati anastasiani non hanno fatto mancare la loro voce. ”In questi giorni difficili, più grave degli incendi è stata l’indifferenza di buona parte della nostra città – hanno scritto don Ciccio e don Nicola – continuare a vivere o a festeggiare come se niente stesse accadendo a pochi metri dalle nostre case, è segno di una decadenza civica e un totale disinteresse per il bene comune. Bisogna abbandonare la mentalità assistenzialistica – hanno proseguito – che aspetta sempre da altri le soluzioni. Guardiamo ai tanti volontari della Protezione Civile, oppure a chi è andato a rifocillare i Vigili del Fuoco, che in questi giorni stanno dimostrando che ognuno può fare la sua parte. Ripartiamo ormai, lasciando che l’erba secca delle nostre apatie bruci definitivamente e fiorisca una nuova cultura della legalità, del bene comune. Come comunità cristiana, sentiamo fortemente la gravità di questo compito e, pur deplorando l’indifferenza della maggioranza degli anastasiani, ci impegniamo sempre più a servizio della città, del bene comune e dell’amore per il creato”.

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