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CRONACA

Sequestro dei beni ai fratelli Pellini, il sindaco di Acerra: “utilizzare le somme sequestrate per eliminare il danno ambientale”

Raffaele LettieriAcerra.  «La gravità dei delitti contro l’ambiente commessi da questo gruppo imprenditoriale già condannato, nei cui confronti oggi è stato disposto il sequestro dei beni operato dalla Guardia di Finanza, su disposizione della Procura, il conseguente danno ambientale per il territorio e il danno di immagine per l’intera Città di Acerra, ci fanno ribadire quanto già richiesto nel 2015: il Comune di Acerra chiede di utilizzare le ingentissime risorse sequestrate per attivare senza ulteriori ritardi le dovute azioni di prevenzione, ripristino, risarcimento del danno ambientale e bonifica del territorio». Lo ha dichiarato il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, commentando l’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli che questa mattina ha messo sotto chiave, su disposizione della Procura della Repubblica, l’ingente patrimonio dei fratelli Pellini, che già nel 2015 erano stati condannati a sette anni di reclusione per reati ambientali. I finanzieri hanno sequestrato  ai tre imprenditori locali beni mobili ed immobili per circa duecento milioni di euro e che, stando alle risultanze investigative, sarebbero il frutto di una continuata attività illecita di smaltimento di rifiuti, anche speciali. Destinare le ingentissime somme sequestrate oggi dalle Fiamme Gialle per mettere in atto un’azione di eliminazione del danno ambientale, «sarebbe insieme alla storica sentenza di condanna emessa dalla Magistratura contro i Pellini,  – ha spiegato ancora il primo cittadino di Acerra – sarebbe un grande risultato nel contrasto al fenomeno criminale delle ecomafie nel nostro paese». «Già nel febbraio 2015, all’indomani della condanna per reati gravissimi contro l’ambiente, giacché il testo unico per l’ambiente stabilisce che l’unico soggetto legittimato ad agire per il risarcimento del danno ambientale è lo Stato rappresentato dal Ministro dell’Ambiente, chiedemmo al Ministero, informando anche la Presidenza della Repubblica e l’allora Presidente del Consiglio, di utilizzare le somme sequestrate per immediate azioni di eliminazione del danno ambientale», ha spiegato infine la fascia tricolore acerrana.

 

 

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