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San Giorgio a Cremano. “Russo fazioso”, la maggioranza dei consiglieri chiede la testa del Presidente dell’Assise cittadina

consiglio-comunale-3San Giorgio a Cremano – La maggioranza dei consiglieri comunali presenta una mozione di sfiducia contro il Presidente del  Parlamentino sangiorgese, ma lui fa slittare la discussione di venti giorni. Presentata come punto aggiuntivo a quelli già iscritti all’ordine del giorno della riunione del civico consesso di stamattina, la mozione  sarà messa ai voti, salvo ulteriori colpi di scena, il 13 marzo prossimo. Ciro Russo, espressione della maggioranza politica è seduto sulla poltrona principale dell’assise locale fin dalle prime battute del mandato elettorale che gli abitanti della città dell’hinterland vesuviano hanno consegnato nelle mani del centrosinistra del sindaco Giorgio Zinno a giugno 2015. Ma Russo sembra ormai avere, politicamente parlando, le ore contate: “le radici che ha messo sotto la poltrona da presidente saranno presto recise a causa della sua faziosità”, assicurano i vertici di Partito Democratico, Sel – San Giorgio Democratica, Udc, Verdi, Progetto San Giorgio, Popolari per l’Italia e Idv . La presa di posizione del politico, che ha snobbato la richiesta di revoca del mandato firmata da 14 consiglieri su 24, ha fatto infuriare i rappresentanti dei partiti della compagine di governo che, in una nota ufficiale, lo accusano di “attaccamento alla poltrona, mancanza di etica e scarsissimo senso istituzionale” e gli suggeriscono, non troppo velatamente che “avrebbe mostrato maggior dignità rassegnando le dimissioni”. Consiglieri comunali di maggioranza e segretari di partito ritengono che Russo, ormai, “ha ampiamente dimostrato di non essere super partes e quindi non rappresenta più quella assise che aveva deciso la sua elezione”. Gli screzi tra quello che oggi è considerato il quasi ex capo del Parlamentino ed i suoi colleghi di maggioranza non è però, come suggeriscono i rumors di Palazzo, un segnale di crisi interna alla compagine di governo, come chiarito dalla stessa nota sottoscritta dai rappresentanti dei partiti della coalizione: “mentre il sindaco Giorgio Zinno e tutta la sua giunta lavorano per risolvere i problemi della città – puntualizza il documento – il presidente decide di congelare ogni attività, negando addirittura la discussione su alcuni debiti fuori bilancio”.

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