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San Giorgio a Cremano, mozione di sfiducia approvata: Russo non è più Presidente del Consiglio Comunale.

ciro russoSan Giorgio a Cremano. Il Consigliere comunale di minoranza Ciro Russo (LiberaMente San Giorgio) non è più la seconda carica cittadina. Lo hanno deciso tutti i rappresentanti della Maggioranza che sostiene il sindaco Giorgio Zinno nel Parlamentino locale, ad esclusione di uno soltanto ed i due esponenti di Forza Italia nell’Assise cittadina che, questa mattina, hanno votato a favore della mozione di sfiducia presentata in aula nei confronti del Presidente del civico consesso sangiorgese. Contro il provvedimento, invece, si sono espressi i quattro rappresentanti del Movimento 5 Stelle, l’indipendente Aquilino Di Marco e l’esponente di maggioranza Luca Mignano (Centro Democratico). L’ormai ex numero due del Palazzo di Città non era in aula ad assistere alla sua defenestrazione: le considerazioni del politico a riguardo della sua destituzione sono state affidate ad una nota ufficiale che il presidente pro-tempore, Andrea Longobardi ha letto nel corso dell’assise. Nel documento, Russo, accusa i sottoscrittori dell’atto di sfiducia nei suoi confronti di “aver pubblicamente delegittimato la figura ed il ruolo del Presidente del Consiglio reo, secondo i firmatari, – si legge nella nota – di aver segnalato e in alcuni casi denunciato le anomalie dell’attività amministrativa”: un atteggiamento che, secondo lo stesso, avrebbe “trasmesso all’esterno un segnale di debolezza e di divisione in cui si sono subito introdotti gli autori delle missive anonime” che nei giorni scorsi lui ed altri due consiglieri comunali di opposizione avevano trovato nelle cassette della posta delle loro case e denunciato ai carabinieri (leggi qui e qui). Secondo Russo, la definitiva decisione di destituirlo dall’incarico di Presidente del Parlamentino locale, sarebbe la naturale conseguenza per l’aver “dovuto, mio malgrado, più volte segnalare alle Autorità competenti, irregolarità e/o illegittimità di gare pubbliche ed appalti, proroghe contratti in modo illegittimo, pagamenti poco chiari, utilizzo allegro dell’anticipazione di cassa per oltre 5 milioni di euro per servizi non essenziali, etc. etc.”. “Sono stato sfiduciato perché ho fatto il mio dovere di verifica e di controllo”, ha aggiunto Russo commentando a posteriori quanto accaduto stamane durante la riunione del Parlamentino locale. L’ex Presidente del Consiglio Comunale ha annunciato che non presenterà ricorso contro la sua destituzione dalla carica perché “per me il ruolo di presidenza non è importante ma – ha spiegato il politico – è fondamentale risolvere i problemi della città, evidenziati non da me ma dai sangiorgesi che si lamentano dei disastri esistenti sul nostro territorio”. Russo continuerà a sedere in aula, nei banchi destinati ai consiglieri di minoranza: “sono stato il consigliere comunale eletto con il maggior numero di voti e – ha concluso – continuerò a fare un’opposizione corretta ed attenta a tutte le problematiche che i cittadini mi sottoporranno quotidianamente”.

Giorgio Zinno Sindaco di San Giorgio a Cremano

La Maggioranza consiliare ha scelto di  destituire la seconda carica più importante del paese  perchè “il comportamento adottato dal presidente del consiglio – si legge in una nota ufficiale  – non è stato, in questi mesi, conforme al ruolo istituzionale rivestito e non si ravvisano più i crismi di rappresentatività, garanzia e tutela dell’intero consiglio comunale, dal momento che alcuni comportamenti hanno lasciato emergere una effettiva violazione dei doveri istituzionali di neutralità ed indipendenza nella gestione della funzione da parte dello stesso”. “La funzione del presidente appare palesemente assoggettata alle ragioni delle proprie posizioni politiche e quelle del proprio movimento/partito che, seppur legittime, non possono trovare privilegio nel dibattito consiliare. Pertanto la neutralità richiesta è venuta meno”, recita inoltre il documento, letto durante la riunione dell’Assise sangiorgese prima che la mozione di sfiducia nei confronti di Russo fosse messa ai voti, ottenendo quelli favorevoli della maggioranza e di parte dell’opposizione. “La revoca del presidente del consiglio comunale è un atto sul quale non avremmo mai voluto esprimerci – ha commentato il sindaco Giorgio Zinno  sia perché è il presidente che abbiamo eletto un anno e mezzo fa, sia perché questo atto ha messo inevitabilmente in conflitto istituzioni che vanno sempre tutelate dalle polemiche. Per come sono andate le cose, la revoca era un atto non rinviabile, ma questo non va assolutamente confuso con il ruolo da consigliere comunale che Russo continuerà a svolgere, portando avanti le lotte in cui crede. Alcune di quelle lotte – continua Zinno –  le abbiamo condivise negli anni, altre no, ma sempre nel pieno rispetto della persona. Rispetto che continueremo a garantire in futuro, spero da entrambe le parti. Sono fiducioso che troveremo la serenità per continuare a lavorare per il bene dei cittadini”. Il Parlamentino locale non ha discusso nessuno degli altri punti all’ordine del giorno della riunione che si è conclusa dopo una richiesta di sospensione “per i gravi fatti accaduti negli ultimi giorni” per i quali il primo cittadino ed i consiglieri di maggioranza, che hanno avanzato la proposta di interruzione della riunione, hanno nuovamente “condannato l’atto, definito il gesto di un mentecatto che nulla a che vedere con la dialettica politica e ribadito la fiducia nelle Forze dell’Ordine al fin di trovare presto il responsabile“: alla ripresa dei lavori, però, la compagine di governo non si è ripresentata in aula. Durante la prossima seduta dell’assise cittadina si provvederà all’elezione di un nuovo presidente.


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