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San Giorgio a Cremano, Ciro Russo destituito definitivamente dalla Presidenza del Parlamentino locale

CIRO RUSSOSan Giorgio a Cremano. Il ricorso del Consigliere comunale di minoranza Ciro Russo contro la decisione del Parlamentino locale di revocargli l’incarico di Presidente dell’Assise cittadina “è infondato”. E’ quanto ha stabilito, in sede giurisdizionale, la quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta dal giudice Carlo Saltelli, che, sentenziando in maniera definitiva sulla questione, ha respinto l’appello dell’ormai ex capo dell’organo consiliare cittadino e lo ha condannato “al pagamento in favore del Comune di San Giorgio a Cremano delle spese di giudizio, liquidandole in complessivi tremila euro, oltre agli accessori di legge”. Il 13 marzo scorso, il Consiglio comunale sangiorgese aveva revocato Russo dalla carica di presidente dell’organo consiliare, approvando la proposta presentata da alcuni consiglieri comunali di maggioranza, ritenendo che “il comportamento adottato dal presidente del consiglio – avevano fatto sapere i vertici dell’amministrazione locale in una nota ufficiale – non è stato, in questi mesi, conforme al ruolo istituzionale rivestito e non si ravvisano più i crismi di rappresentatività, garanzia e tutela dell’intero consiglio comunale“. Dal canto suo, Russo aveva replicato alle accuse dei suoi ex compagni puntualizzando come il suo siluramento fosse stato determinato “perché ho fatto il mio dovere di verifica e di controllo e, mio malgrado, ho più volte segnalato alle Autorità competenti, irregolarità e/o illegittimità di gare pubbliche ed appalti, proroghe contratti in modo illegittimo, pagamenti poco chiari, utilizzo allegro dell’anticipazione di cassa per oltre 5 milioni di euro per servizi non essenziali, etc. etc.”. Questioni ‘squisitamente politiche’ per le quali il Consiglio di Stato non è entrato nel merito, limitandosi a sottolineare come “la loro valutazione, – si legge nel corpo della delibera – in quanto non manifestamente implausibile o arbitraria o irragionevole, da parte dell’organo consiliare, sfugge al sindacato del giudice amministrativo, rientrando nell’ambito della opinabilità, il cui controllo non è consentita come tale al giudice, dando vita ad un giudizio che sfocerebbe necessariamente nell’ambito dell’esercizio del potere amministrativo”. Ciò che i magistrati hanno però definitivamente chiarito è come “secondo i principi generali, – si legge ancora nel corpo della sentenza – il potere di adottare un atto implica di per sé il potere di emettere anche il contrarius actus, salvo che ciò sia espressamente escluso da una specifica disposizione normativa che nel caso di specie non si riscontra”. Insomma, così come lo aveva investito della carica istituzionale, così il Parlamentino locale aveva il potere di revocare la nomina a Russo. In conclusione il Consiglio di Stato ha confermato la regolarità procedurale con la quale il civico consesso cittadino ha destituito Russo dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale sangiorgese, “in concreto garantita dallo stesso procedimento tipico delle deliberazioni di un organo collegiale”. Questi, in sintesi, i motivi che hanno portato il Consiglio di Stato a respingere l’istanza del consigliere comunale Ciro Russo che sarà sostituito a breve, quando nella prima seduta utile dell’Organo di Governo locale, il Parlamentino sangiorgese sceglierà il suo nuovo Presidente.

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