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Referendum Costituzionale, a Volla stravince il ‘NO’ e non si placano le polemiche sulla nomina degli scrutatori

MUNICIPIO VOLLAVolla. Il 60,36% degli aventi diritto al voto della cittadina annonaria si è recato alle urne per il Referendum Costituzionale. A Volla ha stravinto il ‘NO’ con il 73,95% dei consensi contro il 26,5% raccolto dal ‘SI’ [i dati sono visualizzabili qui: Ministero dell’Interno]. Ormai ‘il dado è tratto’, eppure non accennano a placarsi le polemiche sui criteri adottati dall’Amministrazione locale, eletta a giugno scorso e presieduta dal sindaco Andrea Viscovo, per la designazione degli scrutatori che hanno poi gestito le operazioni di voto. Area Comune e Partito Democratico continuano a puntare l’indice contro il Governo cittadino tanto che all’esterno dei seggi, sono stati distribuiti depliant sulla questione. “Vuoi fare lo scrutatore a Volla? Non puoi a meno che tu non sia amico o parente di un consigliere comunale o del sindaco Viscovo”, si legge nel volantino, firmato dai consiglieri comunali di Area Comune, Luciano Manfellotti, Vincenzo Manfellotti e Raffaele Montanino e da Domenico Viola, per il Partito Democratico e la lista civica ‘Per Volla diamoci una mano’ (non presente in Consiglio Comunale). Nel manifestino, le stesse forze politiche di minoranza “si oppongono al metodo potenzialmente clientelare della designazione diretta degli scrutatori, pratica che appartiene alla preistoria della politica”. Un modus operandi, quello dei due partiti, dettato, secondo il primo cittadino, “da una sconfitta elettorale che ancora brucia”. “Queste forze politiche – ha infatti sottolineato Viscovo – ancora non si capacitano della dura sconfitta alle amministrative di giugno scorso e del loro fallimento. La campagna elettorale è  finita ma loro, come allora, provano ancora ad infangare me e la mia compagine”.

Manfellotti e Viscovo
Luciano Manfellotti, leader di Area Comune ed                          il Sindaco di Volla, Andrea Viscovo

Entrando nel merito della questione, secondo i rappresentanti di Area Comune, “gli scrutatori – si legge in una nota ufficiale – sono stati nominati e spartiti dal Sindaco, dagli Assessori e dai consiglieri comunali secondo la logica ‘clientelare’ dell’appartenenza politica e familiare dei ‘nuovi’ governanti. In un attimo – continua il documento – l’amministrazione comunale di Volla, in controtendenza rispetto alla maggioranza dei comuni italiani, ha buttato all’aria un principio che era ormai stato faticosamente conquistato dalla civiltà politica anche del nostro comune: che gli scrutatori fossero nominati tramite pubblico sorteggio, senza condizionamenti di nessuno, per dare a tutti le stesse possibilità e la speranza di essere nominati senza nessuna spinta”. “Assistiamo indignati – ribadisce ancora la dichiarazione formale del partito di opposizione consiliare – ad un ritorno alla preistoria della politica, al ritorno alla politica del ‘Piacere’, della ‘Cortesia’ che il politicante di turno deve distribuire ai propri cittadini sudditi e tutto ciò rappresenta una grande sconfi­tta per i cittadini di Volla che hanno dovuto elemosinare agli stessi politici la nomina per se o per i propri  figli”. Diametralmente opposta a quella di chi lo accusa pubblicamente, la versione del Sindaco della cittadina annonaria: “Bisogna subito chiarire che la legge 5 del 1989, e le sue successive modifiche, stabiliscono come unico criterio la nomina degli scrutatori. Quindi – ha ribattuto Andrea Viscovo l’unico strumento che rispetta la norma è quello da noi adottato ovvero procedere alla designazione diretta degli scrutatori garantendo la regolarità dei seggi. Inoltre, la nostra scelta garantirà la rotazione degli scrutatori iscritti all’Albo. Per evitare che vengano nominati sempre gli stessi e chi è stato designato per questa tornata non verrà  nominato successivamente. Inoltre è stata data priorità ai disoccupati e agli studenti”. Le forze politiche di minoranza, però, chiedono con forza che per le prossime tornate elettorali venga ripristinato il sorteggio degli scrutatori, pratica consolidata nei comuni limitrofi e non solo, “e che era realtà a Volla prima dell’avvento di quest’amministrazione”. E la risposta del sindaco, a riguardo, non si è fatta attendere: “ribadisco che la designazione è l’unico strumento previsto dalla legge di cui noi siamo gli unici ad avere rispetto visto che – ha concluso la fascia tricolore –  le dichiarazioni di questi ‘signorotti’ sono, oltre che diffamati, fuori da ogni logica politica istituzionale. Oggi, infatti, abbiamo messo in cantiere svariate attività per ridare lustro ad una città che per venti anni questi vecchi politici hanno distrutto ed oggi anziché prenderne atto, con pochezza politica continuano a fare propaganda con messaggi falsi e denigratori. Noi andiamo avanti per migliorare il nostro territorio e non cadiamo nelle provocazioni”.

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