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Operazione ‘Saldo Zero’ della Guardia di Finanza, smantellata rete di aziende fittizie che frodavano il fisco. Sequestrati beni per 45 milioni di euro

20160715_091804Giugliano in Campania. I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, coadiuvati da altri Reparti del Corpo, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e quattro agli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, Sezione Reati di Criminalità Economica, nei confronti di altrettante persone, indagate, a vario titolo, per  associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato, indebite compensazioni di crediti di imposta, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente è stata data esecuzione al sequestro preventivo di beni, per gli stessi reati, nei confronti di settantaquattro indagati, per un valore complessivo dì circa 45.000.000,00 euro. L’attività investigativa ha avuto origine dalla denuncia presentata da un lavoratore dipendente di un’impresa privata che, consultando la propria posizione contributiva, aveva riscontrato che risultava formalmente assunto da una ditta a lui completamente sconosciuta. I preliminari controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle sul ‘fittizio’ datore di lavoro del denunciante hanno consentito di accertare che tale ditta individuale era evasore totale sin dalla data di inizio dell’attività, pur avendo effettuato “compensazioni” per circa un milione dì Euro mediante “modello F-24 a saldo zero” e che, negli anni dal 2009 al 2012, risultava aver avuto alle dipendenze circa duecento lavoratori. Le successive indagini hanno accertato, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’esistenza di un articolato sodalizio criminoso, capeggiato da un falso consulente del lavoro con uffici in Qualiano e Cassino, dedito alla costituzione di società fittizie  riconducibili formalmente a soggetti prestanome, le cosiddette “teste dì legno”, utilizzate per eseguire indebite compensazioni fiscali in violazione delle vigenti normative in materia fiscale.  A beneficiare di tale illecita attività sono risultati numerosi datori di lavoro, ovvero imprese e società di capitali aventi sede principalmente nella provincia partenopea ed in quella romana. Tali società, operanti in regime dì appalto o sub-appalto per la realizzazione dì opere pubbliche (tra esse la realizzazione della ‘Metro C’ di Roma, l’ammodernamento dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, la realizzazione della direttrice Civitavecchia/Orte/Terni/Rieti), sì sono servite delle società ‘cartiere’, create dal falso consulente del lavoro,  per inquadrare il personale dipendente ed estinguere i debiti relativi principalmente a contributi ed oneri previdenziali da lavoro dipendente maturati nei confronti dello  Stato. IMG-20160715-WA0001Così sono   state   accertate, nel   periodo   2009-2013,   ben   1669   interposizioni   fittizie   di manodopera, con  conseguente danno  accertato     per    l’Erario     di     oltre     45 .000.000,00 di euro  nonché duecentocinquanta  casi   di   assunzione   fittizia   di   lavoratori   extracomunitari   al   solo   fine  del permesso di soggiorno. L’organizzazione criminale provvedeva anche, al fine del regolare rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), a creare false attestazioni di regolarità previdenziale ed a creare altri requisiti previsti per legge ed indispensabili per l’aggiudicazione di opere per appalti pubblici (attestato di sicurezza antincendio; attestato di corso per preposto alla sicurezza del lavoro; attestato di primo soccorso; attestato per l’apprendimento di uso di gru; attestato per saldatore; piano operativo di sicurezza; documento di valutazione dei rischi; perizia fonometrica di utilizzo; certificato medico di idoneità lavorativa; certificato medico di idoneità alla mansione e attestato di sicurezza sul lavoro). Al fine di individuare i beni mobili ed immobili da confiscare sono stati eseguiti mirati accertamenti patrimoniali su settantaquattro soggetti indagati per il recupero dei 45.000.000,00 di euro evasi, anche attraverso l’analisi di oltre trecentocinquantacinque rapporti finanziari.

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