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Mibex: operai ancora in agitazione. Attesa per l’incontro del 16 in Regione

Somma Vesuviana. L’ex Vlf, ex Fag, oggi Mibex, vede ancora gli operai in agitazione, e si attende l’incontro del 16 in Regione.  Grande lo sconforto e la sfiducia degli operai dell’azienda metalmeccanica produttrice di cuscinetti volventi di via San Sossio. Immediato l’appello delle Rsu alle istituzioni. “Dopo le mani sull’articolo 18, lo sciopero resta un diritto”, questa la reazione del segretario provinciale Fiom, Franco Percuoco, dopo aver appreso del risentimento dei vertici Mibex a seguito dell’annuncio dello sciopero a singhiozzo indetto dalle Rsu e operai a seguito del mancato pagamento dei salari, e una giornata di picchetti. Alta l’agitazione e le perplessità delle tute blu che ieri avrebbero voluto ‘certezze’. “Siamo preoccupati – dice Virginia Verrone della Uilm – perché gli operai non ricevono lo stipendio, perché così si riduce la possibilità di sopravvivenza di intere famiglie”. Stipendi che non arrivano, dicono dall’azienda, perché sono venuti meno gli anticipi della cassa integrazione da parte dell’Inps, e i mancati pagamenti dei committenti. “Intanto speriamo e auspichiamo – continua Verrone – che l’azienda in breve possa dare ‘buone’ novità sui salari”. Le fa coro il collega Michele Liberti della Fim “che ci si attivi per soluzioni durevoli, anche se l’atteggiamento non ci rassicura. A venire meno sono le basi con cui si costituisce un rapporto fiduciario, ossia il dialogo venuto a mancare. È necessario che l’azienda prenda il polso della situazione e ritorni a parlare al fine di trovare soluzioni nell’interesse dei lavoratori”.  I sindacati invitano ad una attenta riflessione l’azienda e le istituzioni campane. “È necessario che l’azienda e le istituzioni intervengano per garantire lavoro per aiutare gli operai e il territorio. Noi – dicono Verrone e Liberti – responsabilmente attueremo e lotteremo mettendo in campo quanto possibile affinché ciò avvenga”.  Visi tirati e preoccupati per la Mibex. Le acque sono più agitate dopo un congruo taglio al personale, poi la cassa integrazione, e ancora il mancato accredito dei salari. Quello in cui tutti sperano alla Mibex è un miracolo, e sperano che il tavolo atteso per il prossimo 16 novembre in Regione con i vertici aziendali e istituzionali, possa produrlo. “Siamo preoccupati per le sorti di questa fabbrica, che non vogliamo – dicono i sindacati – finisca come altre. I lavoratori e il lavoro vanno salvaguardati e con loro la dignità dei singoli”.

Maria Beneduce

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