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La speranza. Il comitato ‘Sbulloniamoci’ è attivo su tutto il territorio per sensibilizzare i giovani

POMIGLIANO D’ARCO. Mancano le denunce, manca una vera cultura contro il bullismo, ma a Pomigliano d’Arco, qualcosa, in questi mesi, si è mosso grazie all’impegno di un gruppo di genitori che hanno creato un comitato, ”Sbulloniamoci”, molto attivo sul territorio e nelle scuole. Progetti, iniziative, ed anche una raccolta firme cartacea per chiedere un incremento della sorveglianza nel Parco, il ‘Giovanni Paolo II’, dove la maggior parte degli episodi di microcriminalità si sono concentrati negli ultimi anni. Gli esponenti del comitato accolgono con estrema tristezza l’episodio avvenuto nel Parco delle Acque. ”Davvero inconcepibile – spiega Michela Napolitano, presidente del comitato – in un parco pubblico prevalentemente frequentato da famiglie con bambini piccoli. Ed è disarmante che siano stati ragazzini a spaventare quei bambini con pistole, finte, ma sempre pistole. Così come è sconcertante che i testimoni dell’accaduto abbiano raccontato poco di quello che hanno visto, trincerandosi dietro commenti o post sui social network, alla pari di quei ragazzini, di quei bulli, che si sentono al sicuro dietro una tastiera. Non è raccontando le cose a bassa voce che si risolvono i problemi, non è così che diamo l’esempio ai nostri figli. Bisogna agire, denunciare, altrimenti le statistiche non saranno utili ad arginare il problema. La famiglia è importante, non possiamo insegnare ai nostri figli a crescere in modo sano se non diamo l’esempio. In questi casi denunciare è utile, le forze dell’ordine possono aiutare, le amministrazioni locali avrebbero poi dati che non si possono ignorare”. Il comitato, nato ad ottobre scorso, in questi mesi ha avviato vari progetti presentati nelle scuole del territorio per sensibilizzare i giovani ad affrontare la problematica legata al bullismo. ”Il progetto per scegliere il logo del comitato – ha aggiunto Napolitano – è stato accettato dal solo istituto tecnico Barsanti. I ragazzi hanno partecipato al concorso, ed ultimamente sono stati premiati con lo ‘sport’: i vincitori, infatti, potranno usufruire dell’allenamento gratuito, in un’attività a loro scelta, negli impianti del territorio. Siamo convinti, infatti, che lo sport sia l’arma contro il bullismo: i ragazzi si allenano, trascorrono tempo con i loro coetanei, si confrontano, il tutto in modo sano, impiegando le energie fisiche nello sport. Abbiamo ottenuto un bel risultato, quello della sensibilizzazione alla problematica tra i ragazzi, che possono essere sia vittime sia carnefici. Magari qualcuno, qualche vittima, avrà il coraggio di raccontare e qualche altro, qualcuno dei carnefici, di cambiare il proprio atteggiamento”. Il comitato ad ottobre lanciò l’allarme su casi di vera e propria microcriminalità: ragazzini pestati a sangue, aggressioni fisiche e verbali, appuntamenti per essere ‘picchiati’ dal branco, e la paura delle vittime di raccontare quanto stava accadendo. I genitori che scoprirono quanto succedeva ai loro figli, si sono quindi uniti, hanno coinvolto amici, parenti, conoscenti. Poi le scuole, quindi le altre associazioni, fino all’amministrazione comunale, ottenendo di poter usufruire del numero verde del centro antiviolenza ‘Artemisia’, e del team di esperti per aiutare vittime e anche carnefici. Ma la paura dei ragazzi è ancora tanta, e gli episodi di violenza ancora troppi, tanto che il comitato sta raccogliendo le firme per aumentare la sorveglianza nel Parco Urbano, e per una maggiore e realistica videosorveglianza sul territorio. ”Le telecamere spesso non funzionano come dovrebbero – ha concluso Napolitano – deve esserci una sorveglianza reale. Bisogna arginare in qualche modo la microcriminalità sul territorio, ed aiutare quei ragazzini che si sentono grandi, si uniscono in branchi e picchiano chi gli capita a tiro”.

Mina Maiello

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