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Furti di rame, sgominato sodalizio criminale che rubava e rivendeva cavi delle Ferrovie

Napoli. Associazione a delinquere, furto, ricettazione e riciclaggio. Sono le accuse mosse dal Gip della Procura di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta dei Magistrati della locale Procura della Repubblica, nei confronti di dodici persone, otto delle quali raggiunte oggi da misure cautelari per i continui furti di rame avvenuti negli anni scorsi sulle linee ferroviarie tra Napoli e Caserta. Un vero sodalizio criminale, composto dagli autori e dai committenti e dai destinatari del rame rubato, che poi rivandevano la merce ad ignare società del nord Italia, oppure dei Paesi asiatici, soprattutto Cina e Corea. In particolare sono otto le misure cautelari in carcere per altrettanti cittadini rumeni, tre quelle agli arresti domiciliari per due rumeni ed un imprenditore italiano, mentre per un altro imprenditore italiano è scattata la misura interdittiva di esercitare l’attività per sei mesi, oltre all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nell’ambito del procedimento risultano indagati altre 21 persone, di cui otto cittadini rumeni e 13 italiani, imprenditori, titolari di aziende dedite al commercio ed allo stoccaggio di metalli ferrosi, ed in particolare di rame. Due di essi, peraltro, sono tra i più importanti commercianti, a livello regionale, di metalli e titolari di varie società che movimentano, annualmente, ingenti quantità di metalli ferrosi. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polfer di Napoli che nel corso della notte e nelle prime della mattina ha eseguito 8 provvedimenti, mentre sono in corso le ricerche delle altre persone che al momento risultano non raggiungibili.

Le fasi delle indagini. L’operazione, denominata ‘rail copper (rame ferroviario)’, è partita negli anni scorsi a seguito del verificarsi di una gravissima recrudescenza del fenomeno del furto di rame, che tra il 2012 ed il 2013 aveva raggiunto picchi elevatissimi: il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, aveva quindi attuato una complessa azione di contrasto consistente, da un lato, nella intensificazione dei servizi di vigilanza lungo linea e, dall’altro, nella effettuazione di controlli serrati nei confronti dei numerosi esercenti le attività di rottamazione, stoccaggio e vendita di metalli ferrosi operanti nel territorio di riferimento. Contestualmente veniva avviata una lunga, complessa e laboriosa attività di indagine, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che consentiva, nel tempo, di individuare l’esistenza di un di un vasto sodalizio criminale, composto essenzialmente da cittadini rumeni ed italiani, dedito ad una lucrosa attività consistente nel furto e nella ricettazione di ingenti quantità di rame, prevalentemente sottratto alle Ferrovie dello Stato o ad altri Enti, come l’ENEL o Società telefoniche.

In particolare, l’attività investigativa in questione, andata avanti per circa un anno, attraverso mirati servizi di intercettazione, sia telefonica che ambientale, disposti dai P.M. che hanno diretto e coordinato le indagini, nonché da servizi di osservazione e pedinamento, svolti anche in tempo di notte ed in zone impervie ed isolate, consentiva di accertare che la consorteria criminale che man mano andava delineandosi, operando attraverso una precisa suddivisione di ruoli e funzioni, era dedita alla sottrazione del prezioso rame dalle linee ferroviarie, sia di quello posto in opera sia di quello ricoverato in depositi di stoccaggio.

Il materiale in questione, veniva fatto poi confluire, attraverso alcuni passaggi intermedi, in alcuni grandi depositi di materiale ferroso sparsi per la Campania i quali, a loro volta, provvedevano alla “pulizia” del materiale ricettato ed alla successiva destinazione finale verso inconsapevoli fonderie del Nord, in particolare Brescia e Mantova, ovvero alla sua esportazione verso destinazioni estere, in particolare Paesi Asiatici (Cina e Corea).

Per dare un’idea della vastità del fenomeno, basti pensare che solo nel corso dell’espletamento delle varie fasi dell’indagine, venivano sottoposte a sequestro di oltre 100 tonnellate di rame di provenienza illecita sottratto, essenzialmente, dagli impianti ferroviari che, per tale motivo, riportavano un danno strategico superiore al valore economico del rame rubato e della sua necessaria riposa in opera, consistente, in particolare, nella interruzione della circolazione ferroviaria, in uno con i conseguenti inevitabili ritardi nella circolazione dei treni, anche di quelli AV, con ciò determinando una innegabile ricaduta negativa sull’immagine di efficienza dell’intera struttura delle Ferrovie dello Stato.

A conclusione delle indagini effettuate, ad ottobre del 2013, venivano deferite alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere complessivamente 48 persone, a vario titolo ritenute responsabili dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti di rame e ricettazione dello stesso, nei confronti dei quali erano stati riscontrati precisi elementi di responsabilità con l’individuazione, per ciascuno di essi, del livello di partecipazione a tale attività illecita.

In esito ai risultati conseguiti sul piano investigativo e delle indagini preliminari svolte, il GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo in pieno le richieste dei P.M. titolari dell’indagine, con un’ordinanza emessa lo scorso 17 giugno, ha disposto l’applicazione di misure cautelari diversificate nei confronti di 12 soggetti, a vario titolo ritenuti responsabili per i reati di associazione a delinquere, furto, ricettazione e riciclaggio.

 

Otto le misure già notificate, e sono in corso indagini per rintracciare 4 cittadini rumeni, al momento irreperibili, di cui 3 colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere ed 1 da ordinanza di sottoposizione al regime degli arresti domiciliari.

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