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Forno Crematorio a San Giorgio a Cremano, grillini sul piede di guerra. Stamane in Consiglio Comunale per il ‪#‎NoFornoDay

13653154_1219794058044906_6313039247373975923_oSan Giorgio a Cremano. Ci sarà anche il Portavoce Regionale del Movimento 5 Stelle, Luigi Cirillo, a dar man forte agli attivisti locali che stamattina, in occasione della riunione del Consiglio Comunale, protesteranno contro la costruzione di un forno crematorio all’interno del Cimitero Comunale di San Giorgio a Cremano. La manifestazione ‘#nofornoday’, organizzata dai grillini, rappresentati da Danilo Roberto Cascone, consigliere comunale di minoranza e portavoce locale dei movimentisti, è finalizzata a dar voce a quanti sono contrari alla realizzazione del progetto di un privato, sposato dall’amministrazione del sindaco Giorgio Zinno, sul quale il Parlamentino locale avrà l’ultima parola.  Il Governo sangiorgese ritiene che l’impianto verrà realizzato con tecnologie all’avanguardia ed avrà un elevato livello tecnologico e funzionale, quindi senza ricadute sull’ambiente cittadino. L’amministrazione locale, inoltre, sostiene che la realizzazione di un forno crematorio a San Giorgio a Cremano offrirà diverse opportunità di sviluppo economico alla città poichè servirà tutti i territori della Provincia di Napoli. “Ma voi ve lo immaginate un forno crematorio a San Giorgio a Cremano? Già mi figuro davanti agli occhi un andirivieni di carri funebri imbottigliati nel perenne traffico cittadino”, tuona il portavoce di M5S Cascone che sottolinea che una simile struttura “è impensabile in una Città che già soffre una densità abitativa tra le più alte d’Europa con 47.000 abitanti in 4 km quadrati”. Impatto ambientale a parte, gli attivisti cittadini si dichiarano contrari anche alle modalità del project financing proposto dal privato ed accolto dagli amministratori cittadini che “prevede – spiega ancora il consigliere Cascone – la costruzione di numerosi loculi che verranno venduti dal privato a 3.000 € circa cadauno. Dopo 30 anni dalla concessione il Comune sarebbe costretto ad acquistare tutti quelli invenduti”. Stamattina, quando l’Assemblea civica locale si riunirà, movimentisti e cittadini sfavorevoli faranno sentire la loro voce e cercheranno di convincere il Sindaco e l’Amministrazione locale a desistere dall’approvazione del progetto. E Cascone si chiede: “Un indotto del caro estinto era quello che auspicavamo per il nostro territorio? In questa operazione, chi ci va a guadagnare, il privato, o i cittadini i quali si troveranno a ridosso delle proprie abitazioni un impianto che di certo non può emanare aria ricca di ossigeno?”.

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