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CRONACA

Finisce in galera dopo aver chiesto il pizzo, figlio minaccia vittima estorsione. Carabinieri arrestano 39enne

carabinieri-carabinieriAfragola. Il padre pretende il pagamento del ‘pizzo’ in un cantiere di Afragola, l’imprenditore lo denuncia ed il figlio, con l’aiuto di un complice, minaccia la vittima nel tentativo di fargli rimangiare le dichiarazioni rese al momento della denuncia. E’ quanto hanno appurato i carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna che questa mattina hanno stretto le manette ai polsi di un 39enne di Afragola e di un 48enne di Caivano con l’accusa di  violenza e minaccia per costringere a commettere un reato, aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’associazione camorristica, denominata ‘clan Moccia’, operante sul territorio di Afragola. In particolare, i militari della Benemerita cisternina, delegati dal Tribunale a condurre le indagini, hanno accertato come gli indagati, a seguito dell’esecuzione del provvedimento cautelare nei confronti del padre di uno dei due, in carcere da ottobre 2016 per tentata estorsione, avevano posto in essere condotte gravemente intimidatorie ai danni della vittima, in prossimità dell’escussione di quest’ultima da parte del Pubblico Ministero. Le intercettazioni telefoniche hanno consentito agli inquirenti di appurare come le minacce erano finalizzate “a costringere la vittima di estorsione a rendere dichiarazioni false e reticenti al Pubblico Ministero, nonché a presentarsi da un legale al fine di concordare una strategia difensiva“. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a vittima, ascoltata dal Pubblico Ministero, dopo le minacce, si rifiutava di sottoscrivere il verbale, così attenendosi scrupolosamente alle direttive ricevute dagli indagati, e rendeva dichiarazioni false e reticenti.  Gli arresti sono stati effettuati a conclusione di un’intensa attività info-investigativa ed in ottemperanza all’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea, il 39enne è stato scortato dai militari nelle celle del carcere di Poggioreale mentre il 48enne è stato confinato agli arresti domiciliari.

 

 

 

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