Advertisement
ECONOMIA

Fca Pomigliano, protesta dei ‘trasfertisti’ a Cassino che aderiscono a sciopero Fiom

pullman per cassinoPomigliano d’Arco. Hanno incrociato le braccia, e aderito allo sciopero indetto dalla Fiom perchè ”stanchi”. Stanchi di svegliarsi alle 3 del mattino, di arrivare entro le 4 all’ingresso dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, dove tre pullman li aspettano per portarli fino a Cassino, e poi tornare a Pomigliano alle 15, a volte più tardi. Stanchi di pranzare alle 10 del mattino per poter prendere quegli stessi pullman alle 12,15, e tornare a Pomigliano a mezzanotte. E così stamattina un centinaio di lavoratori dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco si è rifiutato di salire su quei pullman, ed ha chiesto di incontrare prima i propri delegati sindacali, e poi l’azienda per poter rivedere l’accordo siglato da Fca e sindacati a dicembre scorso. ”Ma nessuno ha voluto riceverci – hanno spiegato – e così abbiamo deciso di restare ai cancelli. Poi sono arrivati alcuni delegati della Fiom, e hanno proclamato lo sciopero per evitarci contestazioni”. I pullman sono ripartiti, quasi completamente vuoti, senza compiere il viaggio fino a Cassino. Nello stabilimento del frusinate è arrivato solo un pullman con i team leader e qualche lavoratore. Una quindicina in tutto. Altri avevano raggiunto la fabbrica in auto. poche unità, rispetto a quelle che attendevano a Piedimonte San Germano. ”Abbiamo creato un disagio – hanno aggiunto le tute blu – perchè nessuno vuole ascoltare le nostre rimostranze. Non abbiamo firmato noi quell’accordo per i trasferimenti a Cassino: molti di noi hanno dovuto accettare perchè messi alle strette. Noi vogliamo lavorare, abbiamo sempre lavorato, ma non in questo modo. Siamo davvero stanchi. Si faccia a rotazione, ci diano la possibilità di avere una vita sociale, rapporti familiari, tempo per i nostri figli, per le nostre mogli. Così non si può andare avanti”. L’accordo, quello siglato a dicembre scorso, prevede il trasferimento temporaneo di circa 500 operai di Pomigliano a Cassino, a bordo di pullman a spese dell’azienda. Il trattamento economico, però, non è pari a quello dei trasfertisti, e gli operai, in busta paga,  ricevono circa 500 euro in più, che nei prossimi mesi si ridurranno a circa 300. ”A fronte dei sacrifici personali – hanno aggiunto i lavoratori – ci aspetteremmo un ritorno economico che non c’è. Allora vorremmo che i sindacati rivedano l’accordo”. Nel frattempo la Fiom ha proclamato lo sciopero sui due turni di lavoro: il primo riuscito, il secondo meno, stando ai dati diffusi da Fca nel tardo pomeriggio. Sarebbe stato solo il 35% dei lavoratori, infatti, ad aderire allo sciopero del secondo turno di lavoro. Pullman vuoti allo stesso modo, ma molti lavoratori hanno raggiunto la fabbrica di Cassino con le proprie vetture, dopo aver appreso delle tensioni che c’erano davanti allo stabilimento campano. Intanto la Fiom sottolinea che la protesta di stamattina ”è frutto dell’incertezza che regna sullo stabilimento, a poche settimane dalla scadenza dei contratti di solidarietà: i lavoratori in trasferta a Cassino vogliono una data certa di rientro a Pomigliano e chiedono un adeguamento salariale per il disagio che la trasferta sta provocando, mentre si attende ancora la diffusione del piano industriale che garantisca il rientro di tutte le maestranze al Giambattista Vico”. Già, i contratti di solidarietà. Sono stati rinnovati a marzo per soli tre mesi, in attesa di un piano industriale che doveva essere sul tavolo a fine dello stesso mese, e che invece dovrebbe essere reso noto entro fine giugno, quando i Cds scadranno. Piano industriale necessario per la sopravvivenza dello stabilimento, che entro il 2020 perderà la Panda per far posto, secondo gli annunci dell’Ad Sergio Marchionne, a vetture di segmento superiore. E del piano chiedono anche gli altri sindacati, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, le cui rsa, in una nota, hanno sottolineato di aver chiesto un incontro urgente con i vertici aziendali per discutere delle prospettive industriali della fabbrica e del polo logistico di Nola, della prossima scadenza dei contratti di solidarietà, e delle “questioni dei lavoratori impiegati in trasferta a Cassino”, minacciando, in caso di mancata convocazione, “la disdetta dell’accordo di impiego dei lavoratori” nella fabbrica del frusinate. “Non è più rinviabile – hanno sottolineato le rsa di Fim, Uilm, Fismic e Ugl – un incontro urgente con i vertici aziendali di Fca per discutere di queste questioni”.

Content Protected Using Blog Protector By: PcDrome.