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ECONOMIA

Fca. Pomigliano dirà addio alla Panda nel 2020. Marchionne, ”Vico ha capacità di fare altre auto”

111215_F_Panda_06Pomigliano d’Arco. Panda addio. I lavoratori dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, si preparano agli ultimi anni di produzione dell’utilitaria, la più venduta a febbraio di quest’anno, dopo l’annuncio fatto dall’amministratore delegato, Sergio Marchionne, al Salone dell’auto di Ginevra. Marchionne, infatti, ha reso noto che tra il 2019 ed il 2020, la produzione della Panda non sarà più nello stabilimento di Pomigliano, che, ha detto, ”ha la capacità di fare altre auto”. L’amministratore delegato, però, non si è sbilanciato sul piano industriale per la fabbrica automobilistica campana, e quali modelli le tute blu pomiglianesi dovranno produrre a partire dal 2020. Intanto si avvicina la scadenza dei contratti di solidarietà che interessano oltre 3000 operai del Giambattista Vico, che dovrebbero essere prorogati entro aprile. E prima della scadenza azienda e sindacati dovranno incontrarsi per la definizione del nuovo accordo sui Cds, e sul tavolo dovrà esserci anche il piano industriale per Pomigliano, così come è stato concordato in sede di intesa per il trasferimento temporaneo di 500 lavoratori del sito campano a Cassino.

Gli umori. L’annuncio di Marchionne, però, ha spaccato lo stabilimento tra ottimisti e pessimisti, tra chi crede in un futuro migliore, e chi, invece, pensa che il Vico non abbia prospettive occupazionali certe. C’è chi crede che a Pomigliano saranno portate nuove produzioni Alfa Romeo, con un ritorno del marchio, letteralmente cancellato con l’avvio della produzione della Panda nel 2011. ”Ci ridarà l’Alfa – sostengono in molti – non può essere che così. Altrimenti perchè spostare i lavoratori a Cassino? Si stanno rifacendo le ossa sul nostro marchio, perchè l’Alfa Romeo era il nostro futuro sin dall’inizio. Nuovi modelli di segmento superiore satureranno gli impianti, e diremo finalmente addio alla solidarietà”. Di diverso avviso i pessimisti, che ricordano i licenziamenti di oltre mille operai polacchi quando la Panda fu scippata ai colleghi di Tychy. ”Ora torna a loro – hanno detto le tute blu – e noi? Per ora restano le promesse di nuove produzioni, ma si va avanti così dal 2010. Ogni volta sostengono che ci daranno una vettura che puntualmente viene assegnata ad altri stabilimenti. Intanto ci spostano a Cassino, forse perchè qui siamo troppi”.

I sindacati. Il fronte sindacale, come al solito, si divide tra i firmatari dell’accordo del 2010, che pur chiedendo la nuova missione produttiva si dicono speranzosi sul futuro, e gli altri, Fiom e Cobas, che invece non hanno intravisto un futuro per lo stabilimento di Pomigliano nell’annuncio di Marchionne. Uilm, Fismic e Fim, con i segretari regionali Crescenzo Auriemma e Felice Mercogliano, ed il segretario provinciale Biagio Trapani, auspicano il nuovo piano industriale per Pomigliano in tempi brevi, e si dicono pronti a discutere della produzione di nuove vetture al posto della Panda se queste satureranno l’organico parte del quale è ancora in regime di solidarietà. Fuori dal coro la Fiom, il cui segretario provinciale per il settore auto, Francesco Percuoco, ritiene ”quanto meno singolare che un amministratore delegato dichiari di assegnare allo stabilimento di Pomigliano nuovi modelli per il 2019/2020, cioè quando il suo mandato sarà scaduto”. ”Dalle dichiarazioni di Marchionne – aggiunge – se, da un lato, viene dato per certo che la Panda non sarà più prodotta a Pomigliano, dall’altro tace sui modelli più complessi che dovrebbero essere prodotti nel medesimo sito”. Lo Slai Cobas, infine, si prepara alla tutela dei lavoratori, ed annuncia una serie di iniziative, a partire da uno sciopero di tre ore nel reparto logistico di Nola per domani, per ”passare dalle parole ai fatti in difesa delle tute blu”. ”Si scarta sempre il certo per l’incerto – ha detto Mara Malavenda, del coordinamento del sindacato di base – a Pomigliano hanno tolto la produzione Alfa senza che si sapesse quale fosse il futuro dello stabilimento, ed ora invece di presentare un nuovo piano, l’Ad toglie anche la Panda”.

 

 

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