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ECONOMIA

Fca. Ancora incerta data di presentazione del piano industriale per Pomigliano. Prorogati di tre mesi contratti solidarietà

Pomigliano d’Arco. Sarà presentato a fine marzo, o forse il prossimo giugno, il piano industriale per lo stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, che dovrà dire addio, nel 2020, alla Panda ‘scippata’ alla Polonia nel 2011. Della data per la presentazione del piano industriale, oggi se ne è molto parlato, a cominciare da stamattina al salone di Ginevra, dove il responsabile di Fca Europa, Alfredo Altavilla, ha annunciato che l’azienda provvederà ad esporlo ai sindacati  il 31 marzo. Nel pomeriggio, invece, dopo un incontro con i vertici aziendali locali, gli stessi sindacati hanno comunicato che il piano potrebbe slittare a giugno. Ed hanno firmato un accordo con il quale si proroga, fino al 2 luglio, i contratti di solidarietà per le maestranze del Giambattista Vico. Intanto si sospendono i trasferimenti temporanei dei lavoratori a Cassino: per ora resteranno a fare la spola tra Pomigliano e lo stabilimento del frusinate, circa 330 lavoratori. L’esigenza, ha spiegato Felice Mercogliano, segretario generale Fismic Campania, è dovuta all’aumento dei volumi di produzione, e soprattutto ai 12 turni che lasciano poco spazio alle trasferte in Lazio. L’addio alla Panda, hanno confermato i sindacati, è previsto nel 2020, ed entro giugno, secondo la Uilm e la stessa Fismic, si dovrebbero conoscere i modelli sostitutivi. ”L’utilitaria – ha spiegato Crescenzo Auriemma, segretario regionale Uilm, che ha espresso giudizio positivo all’intesa di oggi – sarà sostituita con vetture marchio premium per saturare l’impianto e tutelare il numero dell’organico. Restiamo ora in attesa di conoscere nel merito e nel metodo il nuovo piano industriale per Pomigliano”. Mercogliano, inoltre, ha sostenuto che le produzioni sostitutive ”non dovranno far perdere nessun posto di lavoro. Quello che conta realmente – ha aggiunto – è saturare l’impianto e mantenere l’intero organico”. Sulla proroga dei contratti di solidarietà, l’esponente della Fismic ha affermato che attualmente si contano solo ”550 esuberi a fronte dei 1100 dello scorso giugno”, grazie anche ai trasferimenti temporanei ed alla nuova turnistica, che ha portato a 12 turni di lavoro le tute blu del Vico. La Fim, con il segretario generale provinciale, Biagio Trapani, ha auspicato la definizione, in tempi certi e brevi, del piano industriale per Pomigliano, ed ha annunciato che la soglia di riduzione del lavoro in solidarietà è scesa ”intorno al 20%”.

La Fiom. La Fiom, invece, non ha siglato l’accordo per la proroga di tre mesi dei Cds. Lo ha reso noto Francesco Percuoco, responsabile provinciale per il settore auto della Fiom di Napoli. ”Acquisiremo tutte le informazioni per ritornare dai lavoratori che ci hanno dato mandato a sottoscrivere l’accordo dei circa 500 spostamenti a Cassino, solo con l’obiettivo di aprire a marzo una vera discussione sul piano industriale capace di garantire la piena occupazione”, ha detto il sindacalista, sottolineando che il problema occupazionale non si risolve ”spostandolo continuamente in avanti”. ”Il problema non è quanti e quali modelli produrre a Pomigliano – ha aggiunto – ma garantire la piena occupazione anche con la Panda se necessario. Chiediamo che si avvii un confronto serio tra azienda e tutti i sindacati, basta proseguire con gli incontri separati che penalizzano i lavoratori”.

Lo sciopero dello Slai Cobas. Intanto oggi, nel reparto logistico Fca di Nola, alcune decine di lavoratori hanno incrociato le braccia aderendo allo sciopero di tre ore proclamato dallo Slai Cobas per cominciare ”un piano di messa in sicurezza dei lavoratori”. Secondo il sindacato di base, sarebbe stato circa il 30 per cento dei lavoratori ad aver aderito allo sciopero: dato dimezzato da fonti aziendali, che invece parlano di un 14% circa. Lo Slai Cobas, inoltre, ha ospitato, nella propria sede di Pomigliano, le donne del comitato mogli operai in occasione della festa della donna, per lanciare un ”ponte dall’8 marzo al 1 maggio”. Durante l’incontro sono state ha anche annunciate ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori che culmineranno il prossimo 1 maggio con un’assemblea pubblica durante la quale sarà presentato ”un piano strategico a tutto campo di genere operaio”.

Le iniziative dei Si Cobas. La giornata, inoltre, ha fatto registrare un volantinaggio contemporaneo ai cancelli dello stabilimento da parte di Fim e Si Cobas, con qualche contestazione dei secondo contro i primi. Gli iscritti Fim hanno cercato di convincere i lavoratori che l’annuncio di Marchionne di voler spostare la produzione della Panda, sortirà buoni effetti per il rientro in fabbrica di tutto l’organico. I Si Cobas, da parte loro, annunciano, invece, iniziative per aprile con una manifestazione a Pomigliano, ed una ”petizione cittadina a difesa della più grossa fabbrica del Mezzogiorno”.

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