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CRONACA

Donna aggredita a Sant’Anastasia, una richiesta di divorzio avrebbe scatenato l’ira del marito

SANT'ANASTASIA BURKASant’Anastasia. Ha gonfiato di botte la moglie ventottenne perché si rifiutava di indossare burka e vestiti lunghi ma anche perchè gli aveva detto di essere intenzionata a divorziare e che voleva tornare in Marocco, insieme al figlioletto di due anni, dove ad attenderla c’era la famiglia d’origine ed un’altra bambina di sette anni, che la donna aveva lasciato lì dopo l’ultimo viaggio in patria. Un particolare che, secondo alcune indiscrezioni, il marocchino 51enne, arrestato sabato scorso dai militari anastasiani con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, avrebbe spontaneamente rivelato ai carabninieri durante l’interrogatorio successivo all’arresto ma che ancora non sarebbe stato confermato ufficialmente. Incredulità per l’accaduto è stata espressa dal sindaco della cittadina vesuviana, Lello Abete, che ha duramente condannato l’episodio di violenza nei confronti della 28enne. La fascia tricolore anastasiana ha anche sottolineato che “se le accuse fossero confermate ci troviamo di fronte ad una vicenda molto grave. Ai nostri servizi sociali, però, la donna non si è mai rivolta, e non conosciamo né lei né il marito“. Alcuni residenti di via Casamiranda, dove vive la coppia, hanno assicurato di aver sentito l’extracomunitario dire di essere preoccupato per la richiesta di divorzio della donna e della sua intenzione di lasciare l’Italia con il figlioletto di due anni: la lite violenta e le percosse sarebbero scaturite, secondo alcuni residenti del posto, dopo il rifiuto opposto dalla vittima di consegnare i documenti per la separazione legale al coniuge, oltre all’accusa dell’uomo nei confronti della moglie di ‘comportarsi troppo da occidentale’.  Il 51enne, di origini marocchine ed in Italia da più o meno trent’anni, era stato ammanettato sabato scorso dagli uomini della Benemerita anastasiana, agli ordini del maresciallo Francesco Russo, intervenuti su segnalazione di alcuni residenti di via Casamiranda che avevano soccorso una donna che si era accasciata al suolo, a pochi metri da casa sua: la giovane aveva raccontato ai militari della locale stazione che il coniuge l’aveva colpita con calci e pugni, procurandole diverse ferite al volto che i medici del pronto soccorso hanno ritenuto guaribili in 15 giorni, perchè  rifiutava di indossare burka e vestiti lunghi e si comportava ‘troppo da occidentale’. L’approfondimento dell’attività info-investigativa, avrebbe però, permesso agli inquirenti di appure che la furia dell’uomo contro la moglie era scaturita anche dall’intenzione di quest’ultima di separarsi dal marito e di voler tornare in patria insieme al loro bambino. La 28enne, che dopo quanto accaduto non ha pià fatto ritorno a casa ed è ospite di una connazionale, secondo alcune indiscrezioni, partirà per il Marocco, probabilmente già nei prossimi giorni. Il marito di lei, invece, è rinchiuso nelle celle del carcere di Poggioreale in attesa di essere processato per sequestro di persona, minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia. I vicini di casa della coppia di extracomunitari hanno raccontato di aver visto poco in giro la donna mentre parlano bene dell’uomo, che si guadagnava da vivere riparando televisori e spesso passeggiava per le strade del paese vesuviano insieme al figlioletto di due anni ma quasi mai con la coniuge. “Fino a poco tempo fa la signora accompagnava la figlia più grande a scuola, poi ci ha detto di averla lasciata in Marocco dove sarebbe voluta tornare anche lei. – raccontano alcuni residenti di via Casamiranda –  Lui sembra tanto una brava persona, sempre gentile con tutti. E’ strano che sia arrivato a tanto“.

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