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Distretto sanitario a rischio chiusura, protestano gli abitanti di Casalnuovo

wp_20161029_025CASALNUOVO. Per carenze strutturali ed igienico-sanitarie l’Asl chiuderà il distretto di via Ravello. In attesa di trovare un’idonea sistemazione, i servizi saranno trasferiti temporaneamente nei comuni limitrofi. Se in un periodo medio-lungo non si dovesse riuscire ad individuare, d’intesa con il sindaco Massimo Pelliccia, una nuova struttura in cui allocare ambulatori e uffici, l’azienda pubblica si è riservata di «compulsare l’ente Regione Campania al fine di rimodulare la rete distrettuale aziendale». Una possibilità, quest’ultima, messa nero su bianco nell verbale della riunione che si è tenuta dieci giorni fa tra i vertici dell’Asl Napoli 2 Nord ed i direttori delle articolazioni territoriali che ne fanno parte.

LE PROTESTE. Sono già due le iniziative messe in piedi da un gruppo di cittadini per protestare contro la chiusura del distretto sanitario. I casalnuovesi, scesi in strada, disapprovano il trasferimento provvisorio dei servizi sanitari e, soprattutto, temono che rappresenti solo il preludio di una chiusura definitiva. Per tali motivi martedì scorso una decina di persone ha improvvisato un sit-in in via Ravello, all’esterno del parco dove l’Asl offre da circa 20 anni le sue prestazioni: sono stati attaccati degli striscioni ai cancelli ed è stata annunciata la manifestazione che si è poi tenuta il 29 ottobre. Sabato, a partire dalle 16,30, in circa cinquanta hanno stazionato per un’oretta fuori all’Asl. Al presidio avrebbe dovuto seguire un corteo per il centro della città, saltato però a causa di un difetto di comunicazione con le forze dell’ordine, riguardante le autorizzazioni. «Ci sono stati dei disguidi con le forze dell’ordine di cui non riusciamo a capire le motivazioni. Ci hanno autorizzato solo alle 18,30, quando ormai il presidio già era sciolto» ha dichiarato Mario Visone, uno degli organizzatori della manifestazione.

wp_20161029_008I DISAGI DEI CONDOMINI DEL PARCO. Tra i dimostranti c’erano anche i condomìni del parco in cui ancora per poco resterà il distretto sanitario: vogliono che l’azienda pubblica abbandoni l’edificio dove vivono ma che non vada via da Casalnuovo. Da anni lottano per i disagi arrecati dalla sua presenza ai primi due piani dell’immobile, diversi sono anche gli esposti che hanno riferito di aver presentato. «Non si può vedere una bambina di sei mesi che deve fare una vaccinazione seduta in mezzo alle scale ad aspettare. Troviamo sacche di urine – hanno raccontato – ovatta sporca di sangue. Danni a non finire. Ora ognuno di noi deve pagare 30mila euro a un utente dell’Asl che si è infortunato nello spiazzale». Lamentano inoltre scarsa sicurezza, oltre a numerosi fastidi legati allo stazionamento degli assistiti negli spazi condominiali. Da un annetto il loro condominio e amministrato da una consigliera comunale di maggioranza e i locali occupati dall’azienda sanitaria sono di proprietà della famiglia di un altro consigliere comunale di maggioranza.

LA PROPOSTA DELL’OPPOSIZIONE. Alla protesta di sabato erano presenti anche alcuni consiglieri comunali wp_20161029_007di opposizione ed uno di maggioranza. È dei giorni scorsi la nota con cui la minoranza di centrodestra, per scongiurare la chiusura del distretto sanitario, ha chiesto al sindaco  di considerare come possibile location quella prospettata in una delibera di giunta di maggio del 2015 dalla precedente amministrazione comunale: i locali al piano terra del centro polifunzionale in viale degli Oleandri. Ha inoltre chiesto di attivare un tavolo istituzionale. Secondo quanto si è appreso, risposte al momento non sarebbero ancora arrivate. Il primo cittadino Massimo Pelliccia, attraverso la sua pagina Facebook ha intanto fatto sapere: «È stato convocato per lunedì 7 novembre il tavolo di rappresentanza composto dai primi cittadini di Afragola, Melito, Pozzuoli Casalnuovo di Napoli e Giugliano. Alla riunione sarà presente anche il direttore generale dell’Asl Napoli 2Nord, dott. Antonio D’Amore. Certi di una soluzione positiva della vicenda, intendo ringraziare pubblicamente il Vescovo di Acerra, Monsignor Antonio Di Donna per l’accorata vicinanza che ci ha dimostrato in questi giorni».

Agata Marianna Giannino

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