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CRONACA PRIMO PIANO

Dirottamento finanziamenti dalla Camera di commercio a progetti mai realizzati. Tre arresti e un milione e 200mila euro sequestrati dalla Guardia di Finanza

In nome della legalità per commettere illegalità. E’ quanto ha accertato la Guardia di finanza nel corso di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli, che ha scoperto una vera e propria associazione a delinquere che dirottava fondi della Camera di Commercio di Napoli, verso iniziative mai realmente realizzate. Le fiamme gialle, hanno arrestato e messo ai domiciliari tre persone, su ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura del capoluogo campano, e dato esecuzione ad un sequestro preventivo di circa un milione e 200mila euro nei confronti degli arrestati e di altre quattro persone indagate per gli stessi reati. Sessanta i progetti di pubblico interesse presentati alla Camera di Commercio e mai realmente svolti, tra i quali ‘La legalità come investimento nella promozione dello sviluppo territoriale’, ‘Codice per la legalità delle piccole e medie imprese’, ‘I costi dell’illegalità e la lotta alla criminalità organizzata’, tanto per citare solo alcuni di quelli inerenti la legalità. Non mancavano progetti legati all’alimentare, come ‘Il settore vitivinicolo negli Stati Uniti d’America’, ‘La tutela alimentare’, ‘Zeppola di San Giuseppe, riconoscimento di prodotto tipico napoletano’. In realtà gli indagati, che risultano legati all’associazione Unimpresa, ed uno di loro anche componente della Giunta della Camera di Commercio di Napoli, presentavano i progetti, beneficiando di erogazioni pubbliche erogate dalla Camera di Commercio alla tutela dei mercati e dei consumatori, nonchè alla promozione dell’impresa e dell’artigianato. I fondi venivano dirottati a favore dei progetti mai realizzati, costruiti, in poche parole, solo ”sulla carta”, presentando documentazioni e fatture false, oppure progetti già realizzati, o per nuove edizioni mai poste in essere. Gli inquirenti hanno inoltre riscontrato l’assoluta assenza dei controlli svolti dalle strutture competenti, o addirittura ”la consapevole complicità di alcuni infedeli dipendenti camerali”.

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