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Consiglio Comunale, Vincenzo Barone eletto Presidente. Teresa Iorio e Giovanni Paudice i due vice

Vincenzo Barone
Vincenzo Barone

La Costituzione di un Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale che faccia da tramite tra i cittadini e gli amministratori e l’istituzione di una Commissione Permanente dei Capigruppo consiliari per valutare le manovre da attuare per ridurre la pressione fiscale sui cittadini. E’ questo il biglietto da visita di Vincenzo Barone, nuovo Presidente dell’Assemblea cittadina cercolese, scelto nel corso della riunione dell’organo di governo di ieri sera. “Una volta a settimana, probabilmente il mercoledì mattina, dalle 10 alle 12, sarò a disposizione dei cittadini, insieme al mio staff, per raccogliere le istanze della popolazione e sottoporle al sindaco, agli assessori ed ai capigruppo consiliari così da trovare soluzioni adeguate ai problemi che la gente ci farà notare”, ha spiegato la seconda carica istituzionale locale. “Inoltre – ha sottolineato ancora Barone – abbiamo intenzione di creare tavolo istituzionale al quale siederanno tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari per valutare insieme tutte le iniziative possibili per liberare i nostri concittadini dal gravoso fardello di tasse e balzelli vari”. Barone, leader della lista civica ‘Movimento Democratico’ (primo partito della maggioranza che sostiene il sindaco Vincenzo Fiengo) è stato eletto a capo del civico consesso del piccolo centro vesuviano, al secondo scrutinio, con il voto favorevole di quattordici consiglieri a fronte dei nove necessari. “Ringrazio di cuore tutto il Parlamentino locale – ha detto Barone – per la fiducia e la stima che mi hanno accordato con questa nomina ed assicuro fin d’ora che sarò un presidente equidistante dalle varie posizioni politiche nell’interesse del nostro Paese”. A fare le veci del nuovo capo del parlamentino cercolese saranno, in caso di necessità, due giovani consiglieri comunali, entrambi alla loro prima esperienza tra i banchi del civico consesso cittadino: il vicepresidente scelto tra le fila della maggioranza è l’esponente di Centro Democratico Teresa Iorio mentre quello scelto tra gli esponenti dell’opposizione è Giovanni Paudice del Partito Democratico, già consigliere anziano. Ed un arduo compito attende i nuovi vertici del Consiglio Comunale del piccolo centro vesuviano che dovranno far di tutto per stemperare il clima polemico, basato sulle divergenze personali ed in qualche caso politiche, che da tempo caratterizzano il confronto tra le varie realtà politiche locali all’interno dell’aula consiliare e riportare la discussione sulle problematiche che realmente interessano i cittadini. “Protervia e maleducazione non saranno più tollerate durante i consigli comunali, durante i quali maggioranza ed opposizione dovranno costruttivamente interagire, nel rispetto dei ruoli, per risolvere i problemi della città”, assicura il Presidente Barone.

Giovanni De Stefano
         Giovanni           De Stefano

Il Parlamentino del piccolo centro vesuviano, nel corso dell’ultima riunione, ha anche dato l’ok all’adesione del Comune di Cercola alla ‘Rete dei Sindaci dell’Ambito Ato3 Sarnese-Vesuviano per l’acqua pubblica’. che ha tra i suoi obiettivi quello di avviare il percorso di ripubblicizzazione del Servizio Idrico integrato creando le condizioni per la messa in liquidazione della società ‘Gori Spa’ (gestore del servizio idrico in ATO3). Grande soddisfazione è stata espressa per la presa di posizione dell’Assemblea Cittadina dal Presidente del Comitato cercolese ‘Acqua Bene Comune’ Giovanni De Stefano che aveva sottoposto la questione al consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà Ciro Borriello che poi l’aveva trasformata nella mozione successivamente approvata dal Parlamentino del piccolo centro vesuviano con i voti favorevoli dell’intera maggioranza, del Partito Democratico e della lista civica ‘Progetto Cercola’. E, al termine del Consiglio Comunale, De Stefano ha anche annunciato ufficialmente che il comitato da lui presieduto si farà promotore sul territorio di una petizione con la quale “verrà chiesto alla Regione Campania – ha infatti spiegato –  di modificare il disegno di legge a favore della privatizzazione dell’acqua in Campania, nel rispetto della volontà degli Italiani che sull’argomento si sono espressi con chiarezza votando il referendum del 2011”.

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