Advertisement
COMUNI

Consiglio comunale di San Giorgio a Cremano, Giuseppe Giordano (Udc) nuovo Presidente del Parlamentino locale

ELEZIONE PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALESan Giorgio a Cremano. I Consiglieri comunali di maggioranza hanno deciso, con voto unanime: Giuseppe Giordano è il nuovo presidente del Parlamentino locale della città dell’hinterland vesuviano dopo la destituzione del suo predecessore, in via definitiva, con una sentenza del Consiglio di Stato. “Ringrazio il sindaco ed i consiglieri comunali che, votandomi, hanno manifestato la loro fiducia in me ma soprattutto, consentitemelo, il personale della segreteria di Consiglio Comunale che in questi mesi ha lavorato con professionalità nonostante le difficoltà oggettive che ci sono state“, ha detto il neoeletto subito dopo essersi insediato. Il nome dell’esponente dell’Udc, economista e quindi esperto di finanze e bilanci ma soprattutto tra i più convinti sostenitori del sindaco fin dai tempi della campagna elettorale, era stato segnalato dai beninformati parecchi giorni prima della sua elezione: che la compagine di centrosinistra, che sostiene l’azione di governo del sindaco Giorgio Zinno, sia arrivata in aula con le idee ben chiare sul da farsi e su chi votare per la seconda carica istituzionale del paese ha però mandato su tutte le furie i consiglieri di minoranza politica che compatti, dopo aver esternato il loro dissenso con una dichiarazione congiunta letta dal capogruppo di M5S Patrizia Nola, hanno abbandonato l’aula, rifiutandosi categoricamente di partecipare alle operazioni elettorali. “Ovviamente, nonostante siano usciti dall’aula, sono a disposizione anche di chi era contrariato da questa nomina ed, ovviamente, cercherò di essere il presidente di tutti e quindi sarò sempre a disposizione”, ha assicurato Giordano in un estremo tentativo di ricucire lo strappo interno all’Assise locale. Ma Roberto Danilo Cascone, Pasquale Maolino, Rosanna Tremante, Aquilino Di Marco e Luca Mignano non sembrano affatto intenzionati ad accettare una decisione calata dall’alto: “la votazione di oggi è il terminale di una serie incontestabile di fatti che hanno minato, alla base, la dialettica politica nel nostro Comune, mortificando le prerogative della minoranza in un crescendo di arrogante occupazione degli spazi alla stessa riservata”, hanno infatti dichiarato ufficialmente gli esponenti dell’opposizione. In spregio a quello che secondo loro sarebbe un atteggiamento scorretto del Governo cittadino, gli stessi consiglieri comunali hanno dichiarato in coro la loro indisponibilità a ricoprire la carica di vice-Presidente dell’Assise, che è consuetudine affidare alle forze politiche minoritarie, “lasciando all’arroganza della maggioranza ogni scelta di opportunità”. E proprio sull’elezione dei vicepresidenti del civico consesso la granitica compattezza della maggioranza consiliare attorno al primo cittadino ha scricchiolato: in barba alle richieste del sindaco, infatti, una voce fuori dal coro ha di fatto consentito la designazione del secondo vicepresidente che la fascia tricolore aveva palesemente chiesto di non eleggere in attesa che la minoranza addivenisse a più miti consigli: Zinno, nel suo intervento, aveva infatti chiesto ai suoi sostenitori di votare compatti per un solo vicepresidente, individuato poi in Antonio Emozione (Indipendente) mentre un franco tiratore ha scritto sulla scheda il nome di Ciro Russo, determinando l’elezione a vicepresidente vicario dell’ex capo dell’Assise cittadina, che proprio la maggioranza aveva sfiduciato qualche mese fa.

Content Protected Using Blog Protector By: PcDrome.