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Cercola non dimentica Giuseppe Piccolo, ucciso per errore dalla criminalità vesuviana venticinque anni fa

CERCOLA –  27 marzo 1991, una data che nessun cercolese ha più dimenticato. Giorno ed ora della morte di Giuseppe Piccolo, sono impresse nelle menti e nei cuori di tutti gli abitanti della cittadina vesuviana. Sono passati venticinque anni da quella tragica sera ma neppure il tempo ha cancellato il ricordo di ‘Peppe ‘o faccione’, come bonariamente lo chiamavano familiari ed amici.  Così, nel venticinquesimo anniversario dell’assassinio del giovane, Cercola ricorda Peppino, vittima innocente della criminalità locale, ammazzato per errore durante un agguato camorristico, colpito da un proiettile vagante. Giovedì mattina, il ‘giorno della memoria’ per la giovane vittima innocente della criminalità cercolese, per le strade della cittadina vesuviana, sfileranno gli alunni delle scuole del territorio ed il corteo raggiungerà la piazza principale del paese dove sarà celebrata una Messa, nello stesso luogo in cui PiccolPeppino Piccoloo fu raggiunto da un proiettile vagante, quella sera di venticinque anni fa. Quest’anno, Giuseppe avrebbe spento quaranta candeline se non gli fosse stata barbaramente tolta la possibilità di vivere da un commando camorristico armato che sparò all’impazzata nella piazza principale della cittadina vesuviana, quella sera di marzo del 1991. Le indagini, condotte dai carabinieri, portarono all’arresto dell’assassino, condannato a circa sedici anni di detenzione ma scarcerato pochi anni dopo il fatto: a sparare, per un regolamento di conti, era stato, secondo gli inquirenti, un piccolo pregiudicato della zona che avrebbe dovuto ‘punire’ un altro giovane, coinvolto poco prima della sparatoria in una lite nella stessa piazza del paese. Uno dei proiettili, sparati all’impazzata dall’auto in corsa,  colpì per errore l’allora quattordicenne che si trovava in Piazza Libertà con un gruppetto di amici, al termine di un allenamento di calcetto e che stava per rientrare a casa.

Cercola 27 marzo 1991, la tragedia in cui perse la vita un quattordicenne innocente

Giuseppe Piccolo
Giuseppe Piccolo

Cercola, Piazza Libertà, 27 Marzo 1991. Ore 20 circa. La piazza principale della cittadina vesuviana è come al solito affollata dai frequentatori dei bar e dei circoli che affacciano sul piazzale: tra loro, fermo sotto la statua del Milite Ignoto, un gruppetto di ragazzi che, al ritorno da un allenamento di calcetto, si stanno salutando prima di tornare a casa e si stanno dando appuntamento per il giorno dopo. Cercola, Piazza Libertà, 27 Marzo 1991. Ore 20 circa. Sul corso principale della cittadina vesuviana sfreccia una ‘fiat 127’ color amaranto, rallenta all’altezza del municipio, uno dei tre uomini a bordo, con il volto scoperto, spara all’impazzata; l’auto riparte di corsa. Cercola, Piazza Libertà, 27 Marzo 1991. Ore 20 circa. In un bagno di sangue, accasciato a terra, il quattordicenne Giuseppe Piccolo; la sua unica colpa è quella di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Un proiettile vagante, esploso dal revolver 7.65 del commando camorristico, ha penetrato un occhio e si e’ conficcato nel cervello del giovane che entra quasi subito in coma. Il giovane viene trasportato al pronto soccorso dell’ospedale ‘Apicella’ di Pollena Trocchia e quindi trasferito d’urgenza al ‘Loreto Mare’. Cercola, 30 Marzo 1991. Le campane delle chiese del paese suonano a festa per la Pasqua, il quattordicenne muore dopo tre giorni di agonia ed i genitori, Carmine e Pasqualina, firmano, con un atto di estrema generosità, il consenso per l’espianto degli organi del figlio e la loro donazione. Cercola. 02 Aprile 1991. La bara bianca con il corpo di Giuseppe Piccolo, accompagnata dalla mamma, dal papà e dalla sorellina percorre le strade principali della cittadina vesuviana. Davanti al carro funebre ci sono i suoi amici che lasciano cadere sulla strada petali di fiori e confetti, dietro tutto il paese, in un composto silenzio. Poi il rito funebre, nella chiesa principale del paese e l’ultimo saluto alla giovane vittima innocente della malavita locale prima della sepoltura nel cimitero consortile della zona.

Giuseppe Piccolo, sugli spalti dello stadio comunale cercolese il nome della giovane vittima innocente della criminalità vesuviana

Il nome del quattordicenne ammazzato per errore dalla malavita locale è impresso indelebilmente nel cuore della comunità locale che gli ha intitolato, diciassette anni dopo la tragedia, lo stadio comunale all’interno della Cittadella dello Sport di Caravita. La decisione fu presa, unanimINTITOLAZIONE STADIOemente, dal Consiglio Comunale in carica nei giorni della tragedia durante una riunione straordinaria del parlamentino locale, presieduta dall’allora sindaco Mario Di Tuoro, una settimana dopo la morte del giovane, nella piazza principale del paese.  Una ‘promessa’, quella fatta alla famiglia di Peppino ed ai responsabili della società sportiva ‘Club Napoli’ di cui il quattordicenne era atleta e che avevano avanzato la proposta, che è stata mantenuta nel 2007 quando il sindaco in carica, Pasquale Tammaro, inaugurando il nuovo complesso sportivo nel rione‘219’ di Caravita, intitolò a Giuseppe Piccolo lo stadio comunale all’interno della struttura.

 

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