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Caso So.Fi.Coop, tavolo tecnico e mediazione per scongiurare sfratti: Consiglio Regionale approva proposta Saiello (M5s)

Somma Vesuviana.   Un tavolo tecnico e una mediazione per raggiungere una soluzione a favore delle 50 famiglie So.Fi. Coop.  Questo quanto stabilito ieri in una votazione unanime presso la Regione Campania, dove il consiglio Regionale si ‘unisce’ per scongiurare il dramma sfratti nelle palazzine di via Venezia e via Milano.  Era tra i punti all’ordine del giorno, portato e relazionato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello, e la proposta è stata approvata all’unanimità.  La Giunta, con la votazione avvenuta ieri, s’impegna ad istituire con celerità un tavolo risolutivo che scongiuri gli sfratti e tuteli il diritto alla casa di 50 famiglie, case per le quali è tata versata oltre la metà della cifra dovuta nel ’79. “Sul caso So. Fi.coop di Somma Vesuviana piccolo passo avanti – annuncia soddisfatto il consigliere Saiello – il Comune di Somma Vesuviana aveva l’obbligo di controllare il corretto espletamento delle operazioni, comprese tutte le procedure di esproprio  e successivi indennizzi ai proprietari dei fondi  in cui si sarebbero dovute costruite le palazzine, ma accade ad un certo punto  che la ditta provvede a realizzare gli appartamenti , non provvede, però, ad indennizzare i vecchi proprietari terrieri i quali non avendo ricevuto quanto previsto per legge, agiscono legalmente facendo causa al Comune. A seguito della vicenda giudiziaria ottengono dall’Ente municipale 3 milioni di euro, soldi – dice Saiello in aula regionale – che è costretto a dare e che dovrà erogare chi sa come e quando dalla ex So.Fi coop Spa. Nel frattempo la stessa ditta costruttrice provvedeva a stipulare contratti nominali di compravendita con i promittenti acquirenti che all’atto della stipula versano ognuno 80 milioni delle vecchie lire, con la promessa di saldare i restano 60 milioni mediante un mutuo attraverso il Banco di Napoli e a seguito del contratto definitivo, ma che purtroppo non sarà mai definito”.

Una lotta che va avanti dal 1975, e che sfugge ai controlli della politica – dicono in tanti – e che assume la forma di un dramma. Una vertenza che ha portato alla ribalta un susseguirsi di soprusi e abusi, dal ’79 ad oggi, che hanno visto gli acquirenti versare una caparra di 80 milioni di lire, mentre il restante della cifra, per un totale di 140 milioni di lire, sarebbero stati dati alla So.Fi.coop (oggi in liquidazione). Per ultimare il pagamento, i committenti acquirenti avrebbero acceso un mutuo presso il Banco di Napoli, ma l’accordo sfumò, essendo le costruzioni di via Milano sorte su terreni non espropriati. Un risarcimento di 3 milioni di euro è quanto, a seguito di una lunga diatriba giudiziaria, il Comune di Somma Vesuviana ha dovuto elargire ai proprietari dei terreni, ma che in realtà dovrebbe rifarsi sulla So.fi.coop, colei che per legge avrebbe dovuto essere il ‘controllore’ della vicenda. Ora bisogna attendere se anche a Napoli, cosi come hanno anticipato alcuni dei manifestanti, continuerà ad esserci indifferenza sulla possibilità che altre ‘case’ diventino di proprietà delle banche. Ovvero, non essendo stati mai stati pagati i proprietari terrieri, a sua volta, la So. Fi. Coop non aveva titolo per vederne le abitazioni. A questo punto la Banca chiama in gioco una società di recupero crediti la So.Fi che mette in atto tutto per recuperare le cifre anticipate riuscendo ad ottenere lo sgombero delle 50 abitazioni e a mettere in vendita all’asta le case.

“In questa complessa e triste storia a pagarne le pene sono le 50 famiglie – dice Saiello – che in buona fede hanno investito i risparmi di una vita per quella che doveva essere la propria abitazione. E’ giusto ricordare che tra le 50 famiglie c’è chi possa soffrire disagio sociale e quella che ha portatori di handicap a carico. Insomma questa è una vera e propria ‘bomba sociale’ anche perché questa gente rischia di essere messa fuori da quella che credevano la propria casa e che in parte è già pagata”. Ad onor del vero, la data dei primi sfratti, prevista per lo scorso 19 luglio, è stata spostata ad ottobre. “Davanti ad una situazione tanto drammatica – aggiunge Saiello – le istituzioni a qualsiasi livello, non possono  non intervenire, la regione nell’ambito di quelle che sono le proprie competenze è tenuta a prendere atto di questa triste situazione e di intervenite per tutelare il diritto alla casa di questi cittadini , con quest’ordine del giorno firmato e condiviso da tutti i presenti in aula, il consiglio comunale, a prescindere da quelli che sono i colori politici, chiede alla Giunta Regionale di accettare in modo inequivocabile il legittimo regime giuridico e la titolarità dei suddetti immobili considerato che questi oggi insistono su aree di proprietà del comune. Istituire in tempi brevi un tavolo tecnico di tutti i soggetti interessati e ai fii di promuovere ogni azione e verificare una possibile composizione bonaria della controversia vicenda Soficoop”.

Maria Beneduce

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