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Casalnuovo. Passeggiata antiracket, ma le denunce sono poche

passeggiata antiracket casalnuovoCASALNUOVO. Un paio sono le denunce per racket e usura presentate negli ultimi due anni a Casalnuovo. E in pochissimi si sono rivolti allo sportello “Daniele Del Core” istituito a Casalnuovo per combattere tali fenomeni. Per far sentire la propria vicinanza agli imprenditori e incoraggiarli a denunciare, forze dell’ordine e istituzioni l’altro giorno hanno passeggiato nella zona di Tavernanova, lungo via Nazionale delle Puglie, una delle strade cittadine più trafficate e affollate, dove tante sono le attività commerciali che si susseguono.

LA PASSEGGIATA. C’erano il capitano Tommaso Angelone a rappresentare l’Arma dei Carabinieri, il capitano Pasquale Danese per la Guardia di Finanza, l’ispettore Fulvio Della Corte per la Polizia di Stato. Con loro i presidenti dei due enti organizzatori dell’iniziativa, Salvatore Cantone dell’associazione antiracket e antiusura “Pomigliano per la legalità Domenico Noviello” e Angelica Romano del presidio locale di Libera. Ha aderito anche il sindaco Massimo Pelliccia, arrivato con la sua squadra. I partecipanti – una ventina all’incirca – hanno fatto visita a diversi punti vendita. Hanno parlato con gli esercenti e consegnato volantini e locandine con l’indicazione di informazioni e numeri utili: «Noi siamo con voi», «Chi denuncia non è solo», sono alcuni dei messaggi lanciati. I negozianti sono stati inoltre informati della presenza a Casalnuovo dello sportello antiracket e antiusura: ha la sua base in via Virnicchi, in un appartamento confiscato alla camorra. È attivo da quasi due anni, però in diversi hanno riferito di non sapere della sua esistenza.

LE TESTIMONIANZE. Qualche commerciante ha chiesto più controlli, lamentando disagi per episodi di microcriminalità che si verificano lungo quella via. Ma su racket e usura c’è chi ha sostenuto: «la situazione è tranquilla». «L’unica volta in trent’anni di attività in cui mi è stato chiesto il pizzo risale a una decina di anni fa – ha raccontato il titolare di un’edicola – Vennero una mattina, passarono in tutti i negozi che sono qui.  Chiesero 100mila lire per il ‘fratelli carcerati’ e tornarono la sera per prenderseli. Ma noi denunciammo tutto ai carabinieri». Tra le forze dell’ordine però qualcuno ricorda che tali reati si denunciano con difficoltà, per paura, ma anche perché sono troppo spesso considerati ‘normali’ dalla società.

I COMMENTI. «La passeggiata serve a far sapere che c’è lo sportello e che gli imprenditori non sono soli, con loro c’è lo Stato. Speriamo di riuscire a smuovere un po’ le coscienze», si augura il responsabile dello sportello antiracket, Salvatore Cantone. «Siamo convinti che se la comunità fa rete riusciamo a vincere questa battaglia. Torneremo fra qualche giorno per raccogliere questi semi, nella speranza che cresceranno», ha detto la referente di Libera Angelica Romano. Il sindaco di Casalnuovo, dal canto suo, ha garantito agli imprenditori l’impegno per la legalità: «Questa amministrazione intende garantire ancora più attenzione a tutte le attività di promozione della legalità – ha dichiarato Pelliccia – intendiamo sostenere con forza tale iniziativa potenziando gli strumenti che garantiscono maggiore tutela agli imprenditori che trovano il coraggio di denunciare richieste di tipo estorsivo». Nei prossimi giorni il consiglio comunale dovrà esprimersi su una delibera approvata dalla Giunta per esonerare per tre anni dal pagamento delle imposte locali i commercianti che denunciano il pizzo.

Agata Marianna Giannino

 

 

 

 

 

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