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Bambini e architetti insieme per cambiare la città, San Giorgio prima nella progettazione partecipata

untitled3SAN GIORGIO A CREMANO – Bambini e architetti per progettare  gli spazi urbani. San Giorgio a Cremano diventa sede di un incontro di formazione professionale rivolto agli Architetti di Napoli che, per la prima volta, si confronteranno con le esigenze, le idee e le richieste di più piccoli in un corso sulla progettazione partecipata dal titolo: “Perchè abbiamo bisogno dei bambini per cambiare la città”. La tavola rotonda è stata organizzata dall’Ordine degli Architetti di Napoli e dall’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Zinno, attraverso il Laboratorio Regionale “Città dei Bambini e delle Bambine”.  L’appuntamento è per domani 10 giugno, in villa Falanga, sede della Città dei bambini e delle bambine e dell’ambasciata Unicef. Saranno presenti il sindaco e il  Presidente dell’ Ordine Architetti di Napoli e Provincia, Pio. L’obiettivo primario del meeting rivolto ai professionisti di Napoli e Provincia è quello di arricchire le proprie conoscenze sui metodi e le tecniche per l’ascolto e il coinvolgimento dei bambini, per la costruzione di strategie e scelte condivise e per la progettazione partecipata con i cittadini più giovani finalizzata allo realizzazione di politiche, percorsi, servizi e spazi pubblici. “La progettazione partecipata è uno strumento importantissimo per progettare e migliorare gli spazi cittadini, spiega il sindaco Giorgio Zinno. Dalla comprensione delle esigenze dei bambini i professionisti possono comprendere meglio le dinamiche sociali legate alla viabilità, alla sicurezza, alla percezione delle aree pubbliche e al loro utilizzo. Essendo San Giorgio a Cremano modello per molte altre realtà campane e nazionali, in questo ambito,  abbiamo aderito al progetto degli architetti per invitare chi si occupa della progettazione delle città ad un cambio di visione nei confronti dell’infanzia. Una città a misura di bambino – conclude – migliora la qualità della vita di tutti, a partire dalle fasce più deboli e meno visibili della popolazione. Questo corso si lega alle compagini sociali che hanno maggiormente bisogno di essere ascoltate e sulle quali va costruito il futuro delle città, a partire dagli spazi urbani. Gestire in modo efficace i processi di riqualificazione delle città assumendo il bambino come parametro di riferimento è un’esigenza perchè esso rappresenta  il soggetto sociale più debole e può essere garante di tutti gli altri”. (Comunicato Stampa)

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