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Acerra, storia di una ‘bimba fantasma’: ha quattro anni ed è malata, niente cure perchè non ha una residenza

Acerra. La piccola M. è una ‘bambina fantasma’, c’è ma agli occhi delle istituzioni è come non ci fosse. E se ha quattro anni ed una grave malattia che ne compromette la funzionalità renale, poco conta per il servizio sanitario nazionale che non le passa le cure perché non ha una residenza. Eppure M. vive ad Acerra con il papà 45enne, Mario, costretto su una sedia a rotelle da cinque anni; con la mamma Concetta, 36 anni, che tre anni fa ha smesso di lavorare come badante per stare accanto, ventiquattro ore su ventiquattro, alla figlioletta ed al compagno paralizzato; e con la sorellina tredicenne. Non avendo una residenza la piccola M. e la sua famiglia non hanno medico di base e l’Inps non ha potuto riconoscere l’invalidità né a lei né al papà, ritenuti ‘irreperibili’ perché la pratica per ottenere la residenza è bloccata dal 2014 a causa di denuncia per «occupazione abusiva» dell’abitazione in cui vivono che loro, però, sostengono di aver preso in affitto. M. non è stata accettata neppure all’asilo e la sorellina più grande, che frequenta l’ultimo anno della scuola media, non ha potuto formalizzare l’iscrizione alle superiori. CONCETTA GIORDANOSiamo ridotti alla povertà, siamo stati costretti a vendere anche i mobili per poter dare da mangiare alle nostre bambine – ha raccontato Concetta Giordano, la mamma della piccola – non oso guardare le mie figlie, mi sento un fallimento, perchè non riesco a dimostrare che esistiamo”. E Mario Romano, il papà della ‘bimba fantasma’, nonostante sia costretto su una sedia a rotelle dal 2012, quando ebbe un collasso vertebrale, annuncia di essere pronto ad incatenarsi ai cancelli del Municipio di Acerra pur di veder riconosciuta «l’esistenza e la residenza» per lui e la sua famiglia. “Fino al 2014 – ha spiegato ancora Concetta con le lacrime agli occhi – abitavamo in un’altra zona di Acerra, ma abbiamo perso la casa perchè sfrattati, e ci siamo messi alla ricerca di una nuova residenza. Su un sito online abbiamo visto l’annuncio per l’affitto di una casa che però presentava barriere architettoniche invalicabili per il mio compagno. Allora il padrone di quella casa mi disse che aveva un altro appartamento in via Pio della Torre, al decimo piano, ma con ascensore. Mi spiegò che avrebbe provveduto a regolarizzare il contratto di affitto ed anche le pratiche per la residenza, ma per essermi fidata oggi ci ritroviamo con una denuncia per occupazione abusiva da parte della reale proprietaria dell’appartamento, una cooperativa fallita e in liquidazione, e ad essere ”invisibili” agli occhi delle istituzioni”. M., quattro anni, ha bisogno di cure costanti e di prendere medicine ogni giorno: per la grave patologia da cui è affetta, ha un rene completamente atrofizzato mentre l’altro ha una funzionalità ridotta al 50%. Mario e Concetta giurano di aver provato in ogni modo ad ottenere la residenza che consentirebbe alla loro bambina l’assistenza sanitaria di cui ha bisogno, compresa una denuncia contro quello che credevano essere il padrone dell’abitazione in cui vivono, ma anche nei confronti dell’ufficio anagrafe del Comune di Acerra per non aver provveduto a fare loro avere la dovuta residenza; eppure, fino a questo momento, non hanno ottenuto nulla. ”Ieri sono mi è stato riconosciuto lo Stato di famiglia – ha concluso Concetta – perchè i vigili hanno fatto la constatazione della nostra presenza nell’appartamento. Ma all’ufficio anagrafe mi hanno detto che tra pochi giorni non sarà più valido, e che non potrò avere alcuna residenza”. A dare una mano alla ‘famiglia fantasma’ di Acerra, solo un gruppo di volontari, quelli di ‘Noi per gli altri‘, creata su Facebook per aiutare le famiglie indigenti: ”quella di questa famiglia – spiega Antonio Miele, della rete ‘Noi per gli altri’ – è una storia incredibile che mi fa vergognare di essere italiano e cittadino di Acerra, se abbiamo delle istituzioni che dimenticano intere famiglie come questa”.

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