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Museo della Bibbia, libro di vita e di cultura

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Cercola. E’ una delle Raccolte bibliche più importanti d’Europa e, per otto giorni, sarà a disposizione dei credenti, che considerano il testo sacro un libro essenziale per la loro vita, ma anche di tutti coloro che si interessano ad esso per motivi storici, artistici o letterari. La grande e preziosa rassegna sarà infatti esposta, dal 19 al 26 aprile prossimi, a Villa Villari, sul corso principale della cittadina vesuviana e potrà essere visitata dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. La Mostra biblica, curata dal frate francescano Michele Perrugini (ofm), è organizzata dalla Parrocchia ‘Immacolata Concezione’, affidata alla cura pastorale di Don Vincenzo Lionetti, in collaborazione con l’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Napoli, diretto dal biblista Gaetano Castello, docente di Sacra Scrittura della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. “Abbiamo organizzato questo importante evento – ha sottolineato il parroco cercolese – in occasione della commemorazione dei 500 anni dalla Riforma Protestante”. “L’auspicio – ha aggiunto il sacerdote – è che ci sia una viva partecipazione e sensibilizzazione nel promuovere il dialogo e l’incontro tra le culture e la società contemporanea. La nostra comunità di Cercola ospiterà questo evento e si confermerà luogo di eccellenza per favorire la cultura e il dialogo tra i fratelli cristiani in un tempo di tensioni ma anche di incoraggianti segni di speranza”. Quanti visiteranno la mostra potranno immergersi in tre diversi percorsi, uno storico, uno bibliografico ed uno iconografico per approfondire la conoscenza del testo sacro, caro alle grandi religioni monoteistiche. Il percorso storico consisterà in un viaggio nella storia del popolo di Israele. Essa vuole sottolineare lo stretto rapporto che intercorre tra la Bibbia e la vita. La relazione tra la Bibbia e la cultura riguarda ogni uomo infatti la Bibbia non è solo l’anima della teologia e dei credenti. Essa è stata giustamente definita «il grande codice della cultura occidentale». Il secondo percorso illustrerà le varie fasi della trasmissione partendo dalla forma orale alla scritta degli amanuensi fino all’invenzione della stampa. Si potranno ammirare i vari materiali sul quale è stata trascritta la parola di Dio: fogli di papiro, pergamene con conce di animali trattate fino all’uso della carta. Infine i famosi incunaboli (nella cuna) ed il loro sviluppo tecnico, editoriale e tipografico. Si potranno trovare volumi dei sec. XV-XVIII, la serie delle bibbie lovaniensi e altre produzioni del 500 tra cui la famosa sisto-clementina. Il terzo percorso sarà quello iconografico. Esso mostrerà gli effetti che il testo biblico ha prodotto nell’arte con le opere di A. Carracci e Rembrandt. Saranno presenti incisioni in rame del sec. XVI. “Sarà un viaggio – ha spiegato Don Lionetti – che ci porterà alla scoperta delle radici cristiane dell’Europa. Un vero e proprio tragitto che condurrà il visitatore dal XV al XVIII secolo attraverso testi pregiati alla scoperta delle ragioni religiose, storiche, artistiche e letterarie del nostro continente”. Durante i giorni dell’esposizione sono previsti, a partire dal 20 aprile alle ore 20.00, tre incontri scientifici: il primo avrà come tema “La bibbia è un mito, una favola o un fatto storico?”. Nel secondo, invece, si cercherà di tracciare a grandi linee la trasmissione del testo biblico con l’esame delle versioni, delle traduzioni e della critica testuale. Il terzo ed ultimo incontro si concentrerà sulle sfide e l’attualizzazione del testo biblico nel contesto contemporaneo.

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